Emergenza carceri - Zaffini (Fli): "Serve piano d'intesa con ministro"
PERUGIA - “Occorre procedere risolutamente per decongestionare le strutture detentive umbre, sollecitando Ministero e Parlamento affinchè si arrivi ad un piano di risoluzione per l’emergenza carceraria”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Franco Zaffini, destinatario di una missiva da parte del segretario generale aggiunto del Lisapp, annunciando a breve un atto per impegnare la Giunta in tal senso.
“Che le carceri umbre versino in condizioni critiche a causa del sovraffollamento e, soprattutto, del sottorganico di polizia penitenziaria è una denuncia che facciamo da tempo – dice Zaffini – per la quale abbiamo chiesto agli amministratori regionali di intervenire presso il Ministero in molteplici occasioni. Oggi l’informativa che l’assessore Casciari ha illustrato all’esecutivo, è un atto tardivo, oltre che assolutamente insufficiente se, contestualmente, non si prevedono azioni successive per far fronte all’enorme disagio, cui sono sottoposti agenti e detenuti ”. Zaffini ricorda che poco più di un anno fa, a settembre 2009, il Consiglio Regionale ha approvato un ordine del giorno, su sua proposta, con il quale si impegnava l’esecutivo regionale a dar seguito ad una serie di interventi previsti dai protocolli d’intesa siglati con il Ministero della Giustizia.
“In particolare – spiega il consigliere – quel documento faceva riferimento ad una serie di azioni congiunte per la formazione del personale, nonché per l’edilizia residenziale destinata agli operatori e per l’incremento di fondi da destinare ai comuni, sedi di istituti e servizi penitenziari. Nella specifica competenza della Regione – prosegue Zaffini – rientrava, inoltre, tutta la materia sanitaria delle strutture detentive: dall’apertura della sala infermieristica presso il carcere di Capanne, alla creazione di un apposito reparto detentivo negli ospedali dei capoluoghi di provincia, mancanze che costringono gli agenti a doppi e tripli turni di lavoro per il piantonamento di un singolo detenuto”.
Il consigliere regionale pone infine l’accento sull’approccio culturale che identifica l’azione di governo regionale in relazione alle problematiche detentive. “Finora – sottolinea – in Umbria, abbiamo avuto modo di vedere amministratori, spendersi per l’istituzione del garante dei detenuti, mentre ci si è sempre rifiutati di istituire un fondo per le vittime del crimine, ci sono state levate di scudi solidaristiche nei confronti di chi ha commesso un reato, mentre poco, quasi nulla, è stato detto o fatto in favore di chi fa un lavoro rischioso e faticoso come quello dell’agente penitenziario. Mutare prospettiva – conclude – può essere un passo in avanti per affrontare il problema carcerario, riconoscendo che a pagare le inefficienze, i disservizi, le precarietà del comparto detentivo sono principalmente gli operatori, costretti a svolgere il proprio lavoro per pochi euro al mese e in condizioni decisamente proibitive”.




Recent comments
12 years 19 weeks ago
12 years 19 weeks ago
12 years 19 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago