Caso Enac – Terni, Paganelli e quell’accordo con Casa Pound
di Antonio Torrelli -
PERUGIA – A sollevare la questione ci ha pensato due giorni fa in sede di Consiglio regionale il capogruppo del Prc-Fds Damiano Stufara.
La vicenda risale alla primavera del 2010, quando la Rete Antifascista Terzana (Rat) organizzò una manifestazione contro Casa Pound e il tentativo di istituire ai corsi di paracadutismo. Il tutto finì con 11 diffide della questura nei confronti dei militanti della Rat. Senza dimenticare i tre paracadutisti morti durante i lanci. Tra i quali uno dei fondatori del gruppo “Istinto rapace”: Pietro Taricone.
Il punto di tutta la vicenda, sia per Stufara che per la Rat, è che personaggi come Paganelli, oggi nel mirino dei giudici per il caso Enac, siano perfettamente in grado di agire una barricata all’altra delle sfere politiche senza troppi problemi. Ora il Pd, con tutta la bufera mediatica che ha visto nomi di big della politica e delle istituzioni finire in prima pagina. Prima, però, Casa Pound di Terni, dove, soprattutto secondo la Rat, ha tentato di affondare radici sul territorio grazie a qualche sostegno politico forse un po’ troppo celato.
Dunque, prima di sollevare altre “questioni morali” tanto care a certe parti politiche, bisognerebbe fare i conti con la storia di ogni singolo individuo, specie una volta finito sotto la lente della giustizia per vicende ancora troppo poco chiare. In parole povere: essere garantisti a Roma vuole dire (almeno sulla carta) essere garantisti ovunque. Anche in Umbria.




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