PERUGIA - ''Sovraffollate e carenti, ormai in forma cronica, di personale'': riassume cosi' la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, la situazione dei quattro istituti penitenziari umbri, in un'informativa alla giunta in cui si spiega ''al 31 dicembre del 2010 i detenuti reclusi nei quattro istituti di pena umbri erano 1.672''.

A Perugia - continua la Casciari - il carcere di Capanne e' l'unico in regione con una sezione femminile che ospita detenuti di 'media sicurezza', la casa circondariale di Terni ospita detenuti di media sicurezza ed e' anche dotata di una sezione per detenuti sottoposti al regime speciale 41 bis, la casa di reclusione di Spoleto, entrata in funzione nel 1982, e' dotata di una sezione di 'alta' e 'media' sicurezza, ed ospita detenuti anche ad elevato indice di pericolosita', mentre il carcere di Orvieto e' costituito da un unico blocco detentivo ed ospita detenuti di media sicurezza. Il numero dei detenuti, ''in particolare di quelli presenti nelle sezioni del circuito di media sicurezza, e' decisamente superiore alla capienza tollerabile.

Significativo negli ultimi quattro anni inoltre, l'aumento della popolazione penitenziaria, che ha fatto registrare la quasi triplicazione della presenza di detenuti con un notevole aumento di spesa sociale e sanitaria per gli enti locali e le asl. Tutto cio' ''si somma alla carenza di personale sia dell'area educativa sia di polizia penitenziaria'', e ''rende particolarmente difficoltosa, se non impossibile, la differenziazione del trattamento e la rieducazione all'interno degli istituti umbri'', dove e' stato registrato un tasso di sovraffollamento del 75 per cento rapportato alla capienza regolamentare degli istituti di pena, e del 6 per cento rapportato alla capienza tollerabile (capienza regolamentare 954 posti, capienza tollerabile 1.564 posti). Le donne costituiscono approssimativamente il 3,5-5 per cento della popolazione detenuta umbra. Per quanto riguarda la provenienza dei detenuti la vicepresidente ha segnalato che quelli con ''residenza anagrafica'' in Umbria nel 2010 in totale erano 675 su 1.672, mentre i detenuti che risultavano nati in un comune dell'Umbria erano solo 57 cioe' il 4 per cento del totale dei presenti negli istituti di pena. La presenza dei detenuti stranieri e' sempre stata significativa nel corso degli anni, sia in termini assoluti che percentuali (765 al 31 dicembre 2010), particolarmente critica da questo punto di vista e' la situazione degli istituti di Perugia Capanne e di Terni.

Presso la casa circondariale di Perugia gli stranieri costituiscono oltre il 68 per cento del totale dei detenuti e presso la casa circondariale di Terni il 50 per cento circa, ''spesso con problematiche di tossicodipendenza: dai dati forniti dall'amministrazione penitenziaria emerge infatti, che piu' del 28 per cento dei detenuti stranieri e' tossicodipendente''. ''Delicata'' anche la situazione dei figli di detenute che, fino all'eta' di tre anni sono accolti in carcere con le madri. Tra le criticita' segnalate dalla Casciari c'e' anche ''il fallimento'' della Legge '199/2010' che stabilisce le disposizioni relative all'esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno, ''il cui, tanto atteso risultato di deflazione della popolazione penitenziaria, non e' stato minimamente raggiunto. In Umbria infatti - ha precisato la vicepresidente - alla data del 8 febbraio 2011, i detenuti dimessi dagli istituti di pena erano complessivamente 37''.

Altra questione spinosa e' la grave situazione del personale di polizia penitenziaria la cui dotazione organica e' di 1.060 unita': il personale contingente di polizia penitenziaria in servizio nella regione, sia per assegnazione definitiva che temporanea, risulta pero' di 804 unita', di cui 785 presso gli istituti di pena, 18 presso il Provveditorato regionale dell' amministrazione penitenziaria e uno presso l'ufficio esecuzione penale esterna Perugia.

Presenti negli Istituti di Spoleto e Terni 64 unita' appartenenti al Gruppo operativo mobile addetti alla custodia dei detenuti sottoposti a regime previsto dal 41 bis. Critica anche la situazione del personale dell'area educativa: nel corso del 2010 ogni educatore della casa circondariale di Perugia e della casa di reclusione di Spoleto ha avuto rispettivamente, in media, in carico oltre 140 e oltre 130 detenuti, a fronte di una media regionale gia' alta di 96 detenuti.

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