Provincia Perugia/Presentato nuovo Annuario Economico Umbria 2011-2012
PERUGIA - L’economia umbra in numeri è stata illustrata oggi, presso la sala CERP della Provincia di Perugia in occasione della presentazione del nuovo “Annuario Economico dell’Umbria 2011-2012” edito dal gruppo ESG89. Le notizie che arrivano dall’analisi di Giovanni Giorgetti Direttore del centro studi economico e finanziario, non sono rassicuranti “è stata un’analisi dei dati difficile che ha rilevato una crisi che morde sia sulle aziende storiche che su quelle nuove. Quello che si evince scorrendo i dati delle top società di capitali regionali – sottolinea Giovanni Giorgetti – è il rallentamento vistosissimo dell’economia tradizionale.
Il manifatturiero ha segnato il passo con delle punte di contrazione del fatturato e soprattutto di redditività impressionanti. La crisi si sta facendo sentire. Anche il comparto bancario, da sempre in buona salute in Umbria, ha ridimensionato i margini. E non poteva essere altrimenti. Una nota negativa anche per il comparto Turistico-Alberghiero locale: su 54 società di capitali presenti nel ranking regionale, ben 34 chiudono in perdita. Ci sono però delle eccezioni.
Bene la Grande Distribuzione Organizzata con i grandi gruppi umbri che mantengono fatturati e risultati d’esercizio interessanti. Bene anche il comparto della ‘Distribuzione’ legato prevalentemente alla green economy e alle nuove energie rinnovabili. Alcune compagini della Meccanica e dell’Edilizia tradizionale resistono. Inoltre ancora incoraggiante il Settore Tessile-Abbigliamento di qualità, con Brunello Cucinelli e Luisa Spagnoli su tutti”.
Fra i comparti prevalenti l’Edilizia–Costruzioni contrae la redditività di oltre il 43% e il fatturato del 6%; mentre la Meccanica, influenzata prevalentemente dal risultato della Tk, ha un trend molto negativo sia del fatturato che della redditività. Un raffronto interessante che può dare l’idea dell’andamento economico umbro rispetto alle altre regioni di confine. In Umbria il Fatturato delle Top 1000 scende del 15%, nelle Marche del 17% e in Toscana del 5%. Mentre per la redditività, in regione si contrae del 42%, in Toscana del 66% e nelle Marche dell’88%.
Dopo l’analisi dei dati si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Infrastrutture e Ambiente”, alla quale hanno partecipato Confindustria, Confartigianato, CNA, Cisl, Uil, Camera di Commercio. Sul versante istituzionale a partecipare sono stati: per il comune di Perugia l’ass. Roberto Ciccone, per la Provincia di Perugia Domenico Caprini Assessore alla Viabilità e per la Regione dell’Umbria Silvano Rometti Assessore alle infrastrutture.
“Dobbiamo essere concreti – ha affermato Ciccone - per capire quale è la situazione delle infrastrutture in Umbria. L’aeroporto dell’Umbria sta crescendo ma resta un aeroporto di piccole dimensioni che comunque aiuterà l’Umbria ad uscire dall’isolamento. Sulla E45 c’è un progetto preliminare di adeguamento ma il Governo intende partire con i lavori dal nord quindi, prima che si arrivi in Umbria, di tempo ne passerà parecchio e il nodo di perugia va stralciato da questa opera altrimenti ci saranno anche lì tempi lunghi. I lavori per la Perugia-Ancona sono ripresi ed a breve sarà realtà. Questa arteria farà diventare il porto di Ancona il porto di Perugia. Il vero isolamento per la nostra regione riguarda – ha concluso Ciccone - le ferrovie, l’esclusine dall’alta velocità è un grosso limite che va sanato in qualche maniera”.
“Dobbiamo rimboccarci le maniche – ha spiegato Caprini - ed avere obiettivi da perseguire. L’Umbria per troppo tempo ha guardato allo sbocco sull’adriatico è venuto il moneto di guardare anche al mar Tirreno. Le risorse sono poche, per questo serve unità di intenti fra istituzioni. La famosa Guinza ne è stato un esempio. Per far ripartire i lavori si sono mosse 5 Province ovvero l’Italia Mediana. Questa unione è servita a sollevare il problema e sollecitare chi decide”.
A chiudere l’incontro è stato Silvano Rometti che ha dato due priorità: “primo far avanzare le opere già finanziate come la Perugia-Ancona, cercando di far rientrare i contenziosi tra aziende, causa principale dei blocchi di lavoro. Secondo far avanzare a livello nazionale il “Disegno strategico dell’Umbria” che non prediliga un’opra o l’altra. Tutte le Regioni stanno puntando i piedi e chiedono chiarezza al governo centrale sulle risorse disponibili per le infrastrutture”.




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