PERUGIA - Per l'agriturismo umbro, l'estate 2011 non promette nulla di buono. Secondo le prime stime Agriturist Umbria, l'associazione agrituristica di Confagricoltura regionale, si prospetta un calo delle presenze dei turisti dell'11% rispetto al 2010, che riguarda in egual misura gli ospiti italiani e stranieri.

La stessa flessione e' confermata anche per le ricerche di informazioni via web su specifici servizi offerti dalle strutture (come ad esempio passeggiate a cavallo, utilizzo della piscina e visite in fattoria).

Resta invece costante, a confronto col 2010, la domanda di vacanze economiche, mentre e' in crescita quella di agriturismi con campeggio (+12%) e di alto livello (+18%). Una tendenza in linea con il resto del settore turistico che continua a vivere un momento di difficolta'.

''Si vedra' nei prossimi giorni - precisa Agriturist Umbria in una nota - se la tendenza negativa sara' confermata, oppure se vi sara' un recupero grazie alle prenotazioni dell'ultimo minuto che, in periodi di crisi, sono sempre piu' diffuse''.

Secondo l'associazione, il settore in Umbria ha bisogno di ''superare il tetto dei 30 posti letto per aiutare le imprese a crescere, creare nuova ricchezza, occupazione e, nello stesso tempo, garantire la tutela ed il mantenimento delle attivita' proprie di gran parte delle strutture ricettive''.

Agriturist chiede anche di ''contrastare il fenomeno dell'abusivismo'', che ''non solo danneggia l'immagine della nostra regione ma soprattutto arreca danni a quei turisti e consumatori che sempre piu' numerosi scelgono l'Umbria per un soggiorno di qualita'''.
 

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