Evasione e privilegi fiscali con il sud-est asiatico: gdf scopre buco di 7mln
TERNI - Ricavi non dichiarati al fisco per circa sette milioni di euro, costi non deducibili dal reddito per oltre un milione e Iva evasa per circa un milione e centomila euro: e' quanto ha contestato complessivamente la guardia di finanza, nell'ambito di due diverse operazioni, ad altrettante aziende di Terni e Orvieto.
In entrambi i casi le verifiche dei finanzieri hanno preso il via dopo aver appurato che le due aziende avevano rapporti commerciali con societa' di Singapore, Malesia, Maldive e Filippine, paesi a trattamento fiscale privilegiato inseriti nella cosiddetta ''Black list''. Dai successivi controlli e' emerso che l'azienda orvietana, attiva nel settore della telefonia, nel 2009 era risultata completamente inesistente per il sistema fiscale italiano.
Secondo le fiamme gialle, infatti, la societa' aveva omesso di presentare dichiarazione fiscale per circa 3,7 milioni di euro di ricavi, sottraendo tali importi a tassazione ai fini delle imposte sui redditi ed evadendo Iva per circa 800 mila euro. Nei confronti dell'azienda ternana, attiva nel settore dell'elettronica, sono invece emerse contestazioni per oltre quattro milioni di euro non dichiarati, relativi a cessioni di beni non contabilizzati, e costi non documentati e quindi non deducibili dal reddito relativi a rapporti con le imprese estere per un importo di oltre un milione di euro.




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