Perugia - Il segretario generale della Fiom Perugia, Maurizio Maurizi, definisce “essenziale” la mobilitazione dopo l’accordo di Mirafiori, “perché –aggiunge- determinerà il futuro dei lavoratori nel nostro Paese”.

Da via Piccolpasso non si usano mezzi termini. E’ chiara e netta l’affermazione contro il modello Marchionne. Incoraggiata dal 90 per cento di adesioni allo sciopero da parte dei lavoratori e con il blocco totale di molti centri produttivi sia nel Perugino che nel Ternano.

“Noi siamo per difesa del diritto di sciopero e della rappresentanza sindacale nelle fabbriche –ha aggiunto Maurizi-, perché nella nostra regione non ci sono solo ed esclusivamente problemi collegati ai più alti tassi di cassa integrazione e precarietà giovanile, ma anche una serie di eccellenze, seppur limitate, che necessitano del nostro sostegno per essere rilanciate all’interno del sofferente quadro economico regionale. tutto questo -conclude il segretario- verrebbe letteralmente annientato se, come paventa la Confindustria, il modello Marchionne verrebbe esportato in Umbria".

 

Condividi