Domenica 19 settembre presso la Sala Carpine di Magione, alle ore 17.00, conferenza sul tema “Cento anni fa: Guido Pompilj, le Società operaie e il mutuo soccorso” con interventi di Sandro Tiberini, presidente Società Operaia di Mutuo Soccorso di Magione, Michele Chierico, storico, Francesco Girolmoni, responsabile biblioteca “Vittoria Aganoor”, Franco Bozzi, storico, Massimo Alunni Proietti, sindaco di Magione.
La conferenza rientra nelle iniziative promosse dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Magione in occasione del Centenario della morte di Guido Pompilj e Vittoria Aganoor ed è organizzata in collaborazione con la Società Operaia di Mutuo soccorso.
La Società Operaia venne fondata il 26 agosto 1888 su iniziativa di un comitato promotore, cui apparteneva anche l'allora sindaco del Comune di Magione, Daniele Pentini. Guido Pompilj e Vittoria Aganoor contribuirono all’innalzamento dell’edificio con una donazione fatta nel 1910 anno della loro morte. Il sodalizio ebbe il riconoscimento della personalità giuridica il 2 giugno 1890, data a cui risale il primo statuto legalmente approvato e che segna l'inizio del regolare funzionamento della Società.
L'attività mutualistica della Società, che aveva come fondamentale scopo l'"affratellarsi umanitariamente per soccorrersi nelle malattie ed altre calamità della vita, col inoltre correggere i difetti radicali del paese", si esplicava attraverso l'erogazione di sussidi ordinari e straordinari ai soci, nel dare impulso a tutte le attività di cooperazione e previdenza sociale, nel procurare e facilitare lo sviluppo intellettuale e l'educazione della classe operaia.
Guido Pompilj il 27 luglio del 1890, in occasione dell’inaugurazione della bandiera della Società Operaia affermò: «La fratellanza nel mutuo soccorso, è la vera forma, la espressione più schietta, umana, pacifica, progressiva della democrazia moderna»
Guido Pompilj (1854 – 1910) fu eletto per le prime volte nelle liste amministrative del comune di Magione 21 luglio 1878, dal 28 settembre 1879 entra a far parte della Giunta municipale. Queste due cariche lo accompagneranno anche negli anni a venire sommandosi a quelle di consigliere provinciale, del 1879 subentrando al barone Giuseppe Danzetta Alfani e di presidente del Consiglio Provinciale. Fu deputato del primo Collegio di Perugia, sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze, al Ministero degli Affari esteri e per due volte eletto plenipotenziario all’Aja per il Congresso della Pace, nel 1899 e nel 1907. La sua figura rimane legata al salvataggio del lago Trasimeno dal progetto di prosciugamento attraverso il Consorzio di Bonifica del Trasimeno nato nel 1875. Non solo con la costruzione dell’emissario di San Savino riuscì a controllare il livello delle acque del Trasimeno ma “si preoccupò di commissionare la produzione di una sorta di iconografia del Trasimeno, non limitandosi quindi nella salvaguardia fisica del lago, ma aggiungendo a questa una serie di fotografie che ne avrebbero veicolato l’immagine affidata ad esposizioni e cartoline postali agendo sull’immaginario collettivo dell’epoca e producendo le premesse per quel sentimento turistico che sarebbe poi divenuto la base per lo sviluppo economico di questo settore nell’area lacustre”. Per far ciò si affidò, senza badare a spese, alla più nota famiglia di fotografi fiorentini, i fratelli Alinari. Sconvolto per la tragica scomparsa della moglie si uccise poche ore dopo il suo decesso.
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