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Riceviamo epubblichiamo la nota da parte di Scheggiacustica inviata inviata alla nostra redazaione SCHEGGIA (PG), 25 agosto 2010 – La luna piena che disegna il profilo dei monti e una location unica e originale come l'osservatorio astronomico di Scheggia e Pascelupo hanno fatto da cornice ieri sera (25 agosto) alla seconda serata di ScheggiAcustica - I Luoghi da Ascoltare (Scheggia, 24-29 agosto). Gli organizzatori hanno riportato un successo ben oltre le aspettative per un luogo a mille metri d'altitudine e così fuori mano (date le finalità). Ieri. Per i concerti di Stead (artista sempre “in bilico” tra Milano e Londra), Signa (milanesi ma attivi a Dublino) e del duo tedesco The Alma Church Choir sono state superate le 250 presenze, che hanno aiutato a creare una vera e propria “situazione” con, in divenire, persone che si godevano la grigliata organizzata dalla Pro Loco Scheggia, altre che nella “piccola cupola” seguivano l'osservazione degli astri a cura dell'Associazione Astronomica Umbra e la maggior parte che applaudiva ai concerti, apprezzati e il cui alto profilo è stato riconosciuto da molti. >Ad aprire, in maniera soft, la voce e la chitarra di Stead (Stefano Antoci d'Agostino), a cui si è presto aggiunto il violoncellista Francesco Saverio Gliozzi, che ha accompagnato il cantautore e le sue storie per tutti i restanti brani, tra cui una coinvolgente versione di Mr Jones dei Counting Crows. “Sono molto emozionato – ha detto Stead dopo il primo brano – è meraviglioso suonare in una cornice così bella e particolare”. Dopo di lui, a salire sul palco naturale allestito davanti alla “grande cupola”, i Signa. Stefano Schiavocampo e Massimiliano Galli hanno intrecciato le loro voci e chitarre con l'elettronica curata da Riccardo Lampugnani. Ne sono scaturiti suoni e melodie a tratti del tutto eterogenei, addirittura tra il dolce e l'“alieno”: “Quale posto migliore di un osservatorio per proporre per la prima volta in Italia i brani del nostro primo album, un 'Valzer per lillipuziani'?”. Infine, è toccato agli Alma Church Choir incantare il pubblico con i loro brani tra l'indie-pop e il rock acustico, con un finale da favola per una serata riuscitissima: alla richiesta del secondo bis, il duo tedesco è sceso tra il pubblico, suonando, “racchiuso” tra la gente (“proprio come fossimo un coro”) e senza amplificazione, una ballata sul valore del prossimo che ha chiuso una divertente, emozionante, intima e struggente allo stesso tempo serata di grande musica. Condividi