Fuori Dagli Sche(R)mi - rassegna permanente di cinema indipendente e irregolare
»Dal 7/5 al 12/5
Gli amori folli
Regia: Alain Resnais
Genere: Drammatico
Spett.ore 18.30 - 21.15
int.€5.00 - rid.€4.00
Titolo originale: Les Herbes Folles
Nazione: Francia, Italia
Anno: 2009
Durata: 104'
Cast: André Dussollier, Sabine Azéma, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Michel Vuillermoz, Anne Consigny, Edouard Baer, Jean-Noël Brouté, Cédéric Deruytère, Emilie Jeauffroy, Patrick Mimoun
Produzione: F Comme Film, France 2 Cinéma, Canal+, Studio Canal, BIM
Distribuzione: Bim
Trama:
Georges (André Dussollier) ultracinquantenne con famiglia, trova un portafogli rubato a una donna nel parcheggio di un centro commerciale. Non appena vede il volto sui documenti (soprattutto quello sbarazzino della patente di pilota) se ne incapriccia e vuole incontrarla.
Lei, Marguerite (Sabine Azéma) è una dentista nubile, con la passione per il volo acrobatico: di questo stravagante e ossessivo uomo non ne vuole proprio sapere. E, si sa, più lei lo evita, più lui si incaponisce, arrivando a comportamenti ossessivi, tra telefonate e appostamenti. Poi finisce. Solo quando Marguerite non è più cercata, inizia lei a rincorrere Georges, in un andirivieni di follia amorosa platonica. Prendere o lasciare con Alain Resnais. Un maestro francese che spiazza sempre e che può irritare per un certo autocompiacimento, ma che non lascia mai indifferenti. Non lo aveva fatto nel 2006 con &Cuori&, passato alla Mostra di Venezia e tanto più non lo fa con &Les herbes folles& che, come il titolo suggerisce, filma e racconta la soave e dolce pazzia delle scelte e dei sentimenti, l’irrazionalità dei comportamenti umani. E lo fa con piglio surreale, con tocco delicato, in cui la leggerezza non è mai superficialità, accompagnati nel suo viaggio da una quasi invadente voce fuori campo. È evidente la matrice letteraria: Les herbes folles è tratto da un romanzo di Christian Gailly, Resnais ne segue il dialogare spezzato, le parole ripetute, il gusto per le parole. Il suo intento è cogliere, con l’occhio della sua macchina da presa, il caos, le scelte senza senso, lo svolazzare delle foglie in mulinelli, le conseguenze di atti incoscienti, l’essere senza spiegazione dei sentimenti. E ci ridà un ritratto stralunato di un uomo e di una donna &matti& e di ciò che gira loro intorno, ci rende, con i toni della commedia, ma con un fondo di malinconia, l’evanescenza ma anche la profondità del mistero amore. Un balletto di sì e no, di rincorrersi e lasciarsi, che si conclude, metaforicamente, con le peripezie di un piccolo aereo in volo. Sono erbe matte: prendere o lasciare.
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