PERUGIA - Circa 86mila immigrati, quasi il 10% della popolazione (con la prospettiva, prima regione in Italia, di raggiungere e superare rapidamente questa soglia percentuale): il Primo Rapporto sull’Immigrazione in Umbria, curato da Aur, in accordo e per conto della Giunta regionale, analizza nel dettaglio questo dato generale che fa dell’Umbria, come scrive nella presentazione del volume l’assessore regionale alle politiche sociali, Damiano Stufara, una regione “oggettivamente multietnica”.
La ricerca viene presentata in queste ore alla Sala dei Notari di Perugia, con una relazione dello stesso Stufara e le comunicazioni di ricercatori dell’agenzia. Nel dibattito della mattina e nella tavola rotonda pomeridiana interverranno amministratori pubblici, personalità della cultura, autorità religiose, sindacalisti, chiamati a discutere le dimensioni del fenomeno, i grandi problemi che induce, le possibili soluzioni, ma anche le potenzialità che offre.
“La nuova dimensione demografica dell’Umbria derivante dalla forte e diffusa presenza degli immigrati, – ha detto Claudio Carnieri che, nella sua veste di Presidente di Agenzia Umbria Ricerche, presiederà i lavori – non costituisce solo uno straordinario cambiamento dei caratteri sociali della comunità regionale e della sue città, ma può rappresentare una enorme opportunità per proporsi un salto di qualità di cultura civile e democratica e un arricchimento di quel senso di se che fa l’identità di un territorio”.
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