CITTA' DI CASTELLO - Sono numeri da evento quelli che la mostra dei presepi napoletani di Città di castello sta riservando fin dal primo fine settimanale di apertura. Nonostante infatti sia stato introdotto un biglietto simbolico (due euro per il Duomo e appena un euro per il presepe innevato e riflesso), l’organizzazione parla di 1000 presenze per la chiesa di San Sebastiano e di 1500 per la Basilica inferiore, visitatori prevalentemente esterni all’Umbria, attratti in Alto Tevere dal nome che la mostra, ormai al decennale, ha saputo guadagnare tra tante, e in definitiva simili, manifestazioni di genere.
Di questo interesse extraregionale il primo ad essere contento è l’assessore al turismo del comune tifernate Riccardo Celestini, per il quale “la tenuta dell’Alto Tevere e del suo capoluogo non era affatto scontata in un momento di forte contrazione degli spostamenti anche interni alla penisola. Resistiamo dunque, ottenendo una prestazione complessiva molto lusinghiera. Il richiamo della Mostra è uno strumento per consolidare la nostra tendenza negli ultimi giorni dell’anno”.
“Sapevamo che il programma costruito intorno al decennale sarebbe stato premiato, perché alla qualità era stata affiancata anche la quantità. Non ci aspettavano però una ricaduta in tempi così rapidi” aggiunge Gualtiero Angelini, presidente della sezione tifernate degli Amici del presepio, che in giorno dell’inaugurazione, ha organizzato, presente il sindaco Fernanda Cecchini e l’assessore Rossella Cestini, una serata conviviale per ricordare e premiare tutti coloro che hanno accompagnato gli appassionati locali nell’avventurosa idea di “dare vita ad un evento nazionale”.
L’iniziativa si è svolta presso la villa del Sacro Cuore, dove in un clima di affetto e divertimento ospiti, maestri e gruppi specializzati sono stati al centro della cerimonia.
I luoghi. Oltre al Duomo inferiore, nella Basilica superiore una serie di diorami di scuola catalana, realizzati da un grande artista, il bergamasco Guido Raccagni, che, visitando la mostra, ha più volte espresso “entusiasmo per l’organizzazione e la completezza dell’allestimento”. Nel percorso presepiale è possibile vedere: nella chiesa di San Francesco lo Sposalizio della Vergine, riprodotto in pula colorata dal gruppo Il palinsesto di Camaiore; nella chiesa di San Sebastiano, che fino all’anno scorso ha ospitato il presepe di sabbia, sono state costruiti i giochi di specchio del presepe innevato e riflesso; la chiesa del Buon Consiglio è stata scelta dal salentino Francesco Invidia per una natività in cartapesta; nella scuola di San Filippo, dove si svolse la prima edizione della mostra, la Confraternita iesina propone un presepe multietnico; la Chiesa di Santo Spirito è stata riservata alle composizioni di scuola siciliana, per la prima volta presenti a Città di Castello anche grazie alle opere di Angela Tripi. Il circuito si chiude con la collezione di Silvio Bambini e il presepe settecentesco detto ‘dell’Ospedale’, restaurato dagli Amici del presepio tifernati e posto in Pinacoteca. Nel centro storico presso i locali di Tela Umbra è esposto anche il presepe dei baroni Franchetti, che verrà presentato ufficialmente tra qualche giorno. Dal venti dicembre si aggiunge alla mappa dei luoghi da visitare anche il presepe umbro della società rionale Mattonata e quello realizzato dalle Clarisse Murate in via della Fraternita.
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