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di Daniele Orlandi PERUGIA-AREZZO 0-0 Stadio “Curi”, dom. 08-11-2009 FORMAZIONI: AREZZO: Mazzoni, Music, Sereni, Terra, Venitucci, Pecorari, Togni, Coppola (90’ Erpen), Chianese, Ferreira, Fofana (83’ Maniero). PERUGIA : Benassi, Zoppetti, Bonomi (43’ Pagani), Perra, Accursi, Raimondi, Stamilla, Menassi, Paponi (62’ Cazzola), Bondi (73’ Ercolano), Del Core E’ finito 0-0 il “derby” tosco umbro ma, pur senza acuti, la partita ha cantato chiaro alcune cose. Cose che già i tifosi del Grifo sapevano, o intuivano, ora però confermate dopo il ciclo terribile di incontri con le protagoniste pronosticate del girone (manca solo il Benevento all’appello: il Perugia lo incontrerà tra tre turni). Certo, il Perugia vede ridimensionate, dopo gli ultimi incontri, le ambizioni di essere protagonista di primo piano del campionato e, per quello che si è visto finora, può ragionevolmente puntare a giocarsi il quinto posto con Varese e Lumezzane (chissà, magari anche col Foligno?) sempre che non si faccia staccare troppo in questa fase negativa del campionato. Anche oggi, dopo un primo tempo equilibrato e giocato con attendismo intelligente sulle ripartenze (perché l’Arezzo era tecnicamente superiore, come ha dichiarato Pagliari a fine gara) il Grifo è andato in affanno fin dall’inizio della ripresa, nella quale si è affacciato nella metà-campo aretina pochissime volte. Certo, se Paponi avesse appoggiato in rete alla mezz’ora un pallone facile facile, dopo aver scartato anche il portiere toscano, forse il Grifo avrebbe potuto difendere una vittoria e non lo 0-0 nel secondo tempo. Ma la sostanza. Ed il giudizio di fondo, non sarebbero cambiati: al Perugia manca qualcosa per potersela giocare alla pari con le grandi. Niente di drammatico, ovviamente: basta solo prenderne atto. Da parte dei tifosi, per inquadrare le reali possibilità della squadra; da parte della Società per programmare, nel futuro prossimo e in prospettiva, gli interventi ed i correttivi necessari al salto di qualità definitivo, atteso da troppo tempo. Mancano, per il momento, attaccanti cinici: Paponi e Del Core fanno movimento, creano spazi, si incrociano bene. Ma segnano poco o niente. Ercolano sembra più in grado di essere l’attaccante da doppia cifra, ma ritardi di condizione fisica ed un gioco che ne esalta poco le caratteristiche, finora non lo hanno reso decisivo come potrebbe essere: è atteso comunque un suo contributo importante. A centrocampo, oggi come nelle partite precedenti, Bondi, contro la sua ex squadra, è stato una garanzia e Menassi e Perra hanno fatto la loro parte. Però, un assetto tattico che ha visto sempre i centrocampisti biancorossi in inferiorità numerica rispetto agli avversari (una costante tattica del Perugia quest’anno), ha portato il Perugia in debito di ossigeno alla distanza: anche per questo il secondo tempo è stato una sofferenza, come peraltro già accaduto in tutte le altre partite interne. E non ha cambiato le cose la sostituzione di Paponi con Cazzola al 63’, con cui Pagliari ha ridisegnato l’assetto tattico, infoltendo il centrocampo e lasciando Del Core unica punta, con Bondi portato al centro a svariare. L’assetto difensivo del Perugia ha comunque retto, grazie anche al sacrificio di centrocampisti e attaccanti e ad un Benassi che ormai sta rendendo normali gli interventi prodigiosi: anche oggi, verso la metà del primo tempo ha ribattuto in corner un palla maligna schizzata fuori da una mischia dopo un corner aretino; e alla mezz’ora della ripresa ha ribattuto con un riflesso felino un tiro ravvicinato di Chianese. In definitiva, il risultato è sostanzialmente giusto, ed anche positivo per come si erano messe le cose in campo. Conferma che il Perugia è giustamente dietro alle squadre che lo precedono in classifica; ma anche che ha qualità tecniche e morali importanti, che andrebbero aiutate ad emergere per esempio assicurando a Pagliari qualche alternativa in più rispetto al parco giocatori attuali. Finanze permettendo, ma su questo i tifosi sono poco disponibili ad aspettare. Condividi