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Con un articolata lettera-esposto indirizzata all'attenzione del Sindaco, e dell'Assessore con delega alla Pubblica Istruzione di Gualdo Cattaneo, ed anche al Comando locale dell'Arma dei Carabinieri e al Dipartimento di Prevenzione dell'ASL 3 Umbria, Raul Mantini segnala la condizione della scuola materna "Rosanna Benzi", sita in San Terenziano di Gualdo Cattaneo, "Istituto recante pavimantazione in vinil-amianto, da alcuni anni in stato di disgregazione e solo recentemente riparato nelle falle di maggiore entità presumiblimente grazie all'interessamento dell'Amministrazione Comunale". Mantini spiega che "l'intervento di parziale ristrutturazione non costituisce, a detta degli esperti, una risoluzione definitiva del problema in quanto lo sgretolamento della pavimentazione è dovuto alla cattiva qualità del materiale usato ed alla naturale usura del tempo. Per cui, pur apprezzando le buone intenzioni dell'Amministrazione, si sollecita la totale rimozione della stessa e la contestuale sostituzione con materiale non pericoloso per la salute umana, anche in considerazione del fatto che - come è noto - non esistono soglie di sicurezza per quanto attiene all'esposizione alle fibre di amianto". Lo stesso ricorda anche che la mancata messa in sicurezza dell'edificio costituisce una violazione penale del Decreto Ministeriale del 06/09/1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto), ed aggiuge, per il momento in via informale, le considerazioni al riguardo del Dr. Roberto Topino, medico INAIL specialista in Medicina del Lavoro: "Se il materiale è in cattive condizioni, o se è altamente friabile, le vibrazioni dell'edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d'aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale. Per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto del personale presente nell'edificio sono utilizzabili due tipi di criteri: - l'esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale; - la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'edificio (monitoraggio ambientale). Il monitoraggio ambientale, tuttavia, non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rilascio, in quanto consente essenzialmente di misurare la concentrazione di fibre presente nell'aria al momento del campionamento, senza ottenere alcuna informazione sul pericolo che l'amianto possa deteriorarsi o essere danneggiato nel corso delle normali attività." Di seguito Mantini rimanda ad un link da cui è possibile scaricare del materiale fotografico rilevato in data 25 giugno 2009 presso l'Istituto sopra menzionato. Le immagini in alta definizione (che si intendono, comunque, al momento riservate) sono scaricabili cliccando sul link sottostante: http://www.fileden.com/files/2007/7/9/1252096/Linoleum_Gualdo_Cattaneo_1... Allega inoltre un documento in formato PDF relativo all'analisi merceologica di un frammento volante della pavimentazione prelevato in data 25 giugno 2009, da lui commissionata a proprie spese al laboratorio SERECO BIOTEST sito in Perugia, comprovante il fatto che il materiale in questione contiene fibre di amianto. La lettera -esposto si conclude con l'auspicio di una sollecita risposta. Condividi