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PERUGIA - Rispondere alle esigenze dei tanti cittadini che fanno sport, riconoscere il ruolo delle attività ricreative nella formazione, nella salute e nello stile di vita delle persone, valorizzare la funzione sociale degli enti di promozione e dell’associazionismo sportivo. Sono queste le finalità della nuova legge regionale dal titolo “Norme per la promozione e lo sviluppo delle attività sportive, motorie e ricreative”, approvata nei giorni scorsi in Consiglio regionale e presentata oggi dall’assessore allo Sport della Regione Umbria, Silvano Rometti, nel corso di un incontro a Palazzo Cesaroni di Perugia, presenti rappresentanti delle istituzioni e degli enti di promozione sportiva, esperti di medicina sportiva. “Una legge costruita attraverso un confronto partecipato e condiviso, con la quale l’Umbria si dà una normativa organica e completa, realizzata in armonia con gli orientamenti strategici della Commissione europea e del Libro Bianco dello sport. Oggi - ha detto Rometti - la pratica sportiva è sempre più ‘diritto di cittadinanza’ e parte integrante del ‘welfare’. In Italia e in Umbria è importante per gran parte della popolazione, anche sul versante del benessere, della socializzazione e dell’integrazione”. Per raggiungere gli obiettivi della legge (finanziata con oltre 1 milione e 500mila euro), la Regione – ha ricordato l’assessore Rometti nell’illustrare i 32 articoli che la compongono – sosterrà le iniziative degli enti pubblici e delle associazioni in materia di promozione della pratica sportiva, favorirà la sviluppo degli impianti sportivi e la loro efficienza tecnica, promuoverà l’integrazione delle politiche sportive con quelle sociali e turistiche, ma anche il dialogo con la scuola per diffondere la pratica sportiva scolastica. La normativa prevede la creazione del marchio di qualità “Umbria Green Sport” (“da concedere a quegli eventi internazionali e nazionali realizzati in ambiente naturale e urbano che promuovano l’Umbria nel mondo”) e il miglioramento della qualità dei servizi sportivi, anche attraverso la formazione e l’aggiornamento degli operatori, specie quelli abilitati ad operare con persone diversamente abili. Il testo di legge affronta anche il tema del doping, “una priorità nell’agenda politica regionale - ha spiegato Rometti -, così come l’attuazione di politiche rivolte alle persone con disabilità, di diversa nazionalità o che sono in altre condizioni di disagio”. Secondo l’articolato, dal punto di vista delle funzioni, spetterà alla Giunta adottare ogni tre anni un Piano regionale per la promozione sportiva e motorio ricreativa e l’impiantistica sportiva, che dovrà indicare le finalità generali degli interventi nel settore e le priorità delle varie iniziative, con particolare riferimento ai progetti relativi alla valorizzazione delle attività nelle scuole. Potranno accedere ai benefici le associazioni senza fini di lucro con sede nella regione che perseguano finalità sociali o abbiano attuato progetti educativi contro l’intolleranza, il razzismo e la discriminazione culturale o di genere. Un ruolo importante nel contribuire alla diffusione della pratica sportiva e delle attività motorie spetterà poi alle Province, le quali dovranno assicurare la partecipazione dell’associazionismo e il concorso dei Comuni. La legge prevede inoltre l’istituzione della “Consulta regionale per lo sport”, organismo consultivo e propositivo della Giunta regionale, composto da rappresentanti delle Istituzioni e degli enti di promozione. Tra le novità anche l’introduzione di un “Certificato dello Sport leale” (rilasciato ai titolari e ai gestori degli impianti, a tutela della salute dei cittadini che praticano attività), il premio “Talento sportivo” (per giovani atleti non professionisti) e il premio “Sport di tutti” (per progetti negli istituti scolastici che andranno ad incentivare la promozione della pratica sportiva). Condividi