Il mondo trema
di Ida Dominijanni - La notizia delle 6 del mattino è che Trump ha deciso di sospendere l'invio di armi in Ucraina e in contemporanea - e in risposta alla pessima reazione della borsa alla rissa con Zelensy nello Studio ovale - ha comunicato i primi dazi al Messico e al Canada. Com'è evidente, la sospensione della fornitura delle armi è una ulteriore pressione su Zelensky perché accetti di trattare il cessate il fuoco alle condizioni dell'(ex) alleato americano. Nonché sull'Europa perché decida se e come collocarsi nella trattativa - peraltro ancora solo eventuale, va sottolineato - fra Usa e Russia.
Dal venerdì nero dello Studio ovale a oggi si sono chiarite intanto tre cose. La prima è che Trump vuole liberarsi al più presto dell'impegno in Ucraina ereditato dal suo predecessore (fra parentesi, colpisce che nel diluvio di analisi e commenti sul reality con Zelensky trovi tanto poco spazio l'attacco feroce del duo Trump-Vance all'operato di Biden, che invece lega la svolta nella politica estera alla guerra aperta contro ciò che resta dei Dem nella politica interna). Da qui la "bullizzazione" di Zelensky nello Studio ovale. La seconda cosa è che questa bullizzazione, a una visione integrale del match, risulta essere stata agevolata dagli errori marchiani di Zelensky, o meglio, dalla palese asimmetria del discorso dei due interlocutori: l'uno, Trump, convinto di poter risolvere una guerra complessa come quella ucraina in un patto d'affari economico, l'altro, Zelensky, fermo a rivendicare giustizia contro l'invasore e non disponibile ad accettare una trattativa di pace compromissoria se non umiliante. La terza cosa è che la classe dirigente europea, che per tre anni e mezzo non ha detto una sola parola di chiarezza sugli obiettivi della partecipazione dell'Europa alla guerra, non dice una sola parola di chiarezza né sul fallimento di quella partecipazione né sulla continuazione di un non meglio precisato sostegno a Kiev "fino alla fine", come dice Starmer. Fino alla fine di che? La fine della guerra? La fine di Zelensky? LA fine di PUtin? o - lapsus - la fine dell'Europa? Di tutte, con ogni evidenza è quest'ultima la fine più probabile. Comincia perfino a mancare il nome per dire la cosa, visto che il formato della riunione di Londra non corrisponde né al perimetro della Ue né a quello della Nato, ma solo alla volontà del Regno unito di riprendersi il comando di un'antichissima ostilità contro la Russia che non depone affatto a favore della ricerca di una qualche pacificazione. Così come lavora contro la pacificazione il riarmo annunciato da Von der Layen (in realtà un'altra forma di "soluzione" economica del conflitto, visto l'andamento dei titoli delle aziende produttrici di armi). Il mondo trema e l'Europa continua ad essere guidata da una banda di leader ciechi e senza credito. Sarebbe ora di far tremare anche loro.

Recent comments
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 9 weeks ago
12 years 10 weeks ago
12 years 10 weeks ago