C'era una volta Calenda di Pina Fasciani
di Pina Fasciani
Calenda, il candidato a tutto, ha perso le elezioni come Sindaco a Roma. Siccome è permaloso, ci è rimasto male, si è dimesso anche da Consigliere Comunale per continuare il suo impegno "determinante" nel parlamento europeo.
Calenda il 25 settembre, alle elezioni politiche, si allea con Coso e fa una lista per rappresentare il liberal/riformismo italiano, e strappare posti in parlamento con i voti dei "Moderati" PD.
Viene eletto insieme a Coso e ora siedono sugli scranni a fare da stampella al governo in caso di necessità da veri responsabili liberal/riformisti.
Non pago il Calenda decide il candidato a governatore del Lazio e lancia il nome di D'Amato, assessore regionale alla sanità con Zingaretti, bruciando ogni possibile apertura del PD all'alleanza con i 5 stelle e la possibilità di trovare insieme un candidato condiviso .
Naturalmente quella alleanza avrebbe assicurato una vittoria certa al campo progressista. Il PD del Lazio, in stato comatoso, accetta e si suicida.
Calenda esulta e prepara la lista di sostegno con la Boschi (anche lei ormai candidata a tutto, Giachetti (quello della faccia come il culo), e altri che saranno eletti magari come consiglieri regionali, ma che poi si dimetteranno per assolvere a ben più "determinanti" ruoli. Come Calenda.
Sempre non pago il Calenda in Lombardia, sempre insieme a Coso, sponsorizza la Moratti, la signora della destra da sempre con Fontana, che ora è contro Fontana perché non l'ha sostenuta per la sua successione.
Ma ci pensa Calenda, vero liberal/riformista, a farlo e allestisce la candidatura della Moratti per contrapporsi non tanto a Fontana, ma a Maiorino, condidato del campo progressista e quindi sostenuto anche dai 5 stelle.
Probabilità di vittoria messa a rischio quindi da Calenda e Coso, la coppia liberal/riformista di nuovo conio. Fontana naturalmente si è ringalluzzito.
Complimenti!
Ora che questi due Cosi, possano decidere le sorti di due regioni importanti come il Lazio e la Lombardia, consegnandole su un piatto d'argento alla destra, per vendetta verso il PD, da una parte, e per bloccare l'ascesa del M5S dall'altra, è vergognoso.
Inviterei gli elettori di queste due regioni, tra un mese, di bloccare gli intenti malefici di questi due arnesi e alle urne votare convintamente per Donatella Bianchi nel Lazio e Pierfrancesco Maiorino in Lombardia.
La Bianchi perché nel Lazio c'è bisogno di aria pulita e Maiorino perché si spende per costruire il campo progressista.
Fonte: facebook.com/pinafasciani




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