Test rapidi/ “Bene disponibilità della maggioranza. Ora serve la documentazione"
PERUGIA - “Come Presidente del Comitato per il controllo e la valutazione colgo favorevolmente la disponibilità della maggioranza a riferire in merito alla fornitura dei test rapidi. Al fine della prosecuzione dei lavori e della libertà di espletamento del mandato dei componenti e dei consiglieri tutti, risulta imprescindibile che venga fornita la documentazione già richiesta, preparata e prodotta, ma inspiegabilmente ferma negli uffici”, così Thomas De Luca (M5S).
Per il capogruppo pentastellato e presidente del Comitato di controllo, “l’approccio di una parte minoritaria, ma dominante della maggioranza che continua a negare e manipolare il problema, quella che continua a parlare di ‘ricostruzioni giornalistiche parziali e distorsive’, è il più grande ostacolo al ripristino di un clima distensivo ed utile ai lavori dell’Assemblea. È bene precisare – aggiunge - che la disponibilità alla discussione nella sede istituzionale del Comitato non è assolutamente avvenuta ‘sin da subito’, ma è maturata solo esclusivamente dopo le nostre denunce sulle continue violazioni delle normali regole della democrazia e delle leggi sulla trasparenza. Una disponibilità ostentata dopo una lunga catena di rifiuti, non ultimo quello di ieri. Motivo per cui quasi tutti i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l'Aula, non certo per venir meno al loro dovere di fare opposizione”.
“È bene chiarire, inoltre – puntualizza De Luca in una nota -, che l’intervento della magistratura contabile è di gran lunga successivo alle richieste di accesso agli atti avanzate dai consiglieri e alla discussione stessa avvenuta nel Comitato, arrivando diversi giorni dopo rispetto alla seduta interrotta per abbandono della maggioranza. Come è bene chiarire – continua - che rispondere di fronte ad una richiesta di acquisizione documentale da parte di un organo giudiziario non è una facoltà, ma un obbligo. È dunque assolutamente non corrispondente al reale svolgimento dei fatti sovrapporre questioni che per merito e competenza devono rimanere assolutamente distinte e separate, nonché sostenere che i ritardi, i rifiuti, i ‘ti facciamo saltà il Comitato’ possano essere conseguenza accidentale delle indagini”.
“In conclusione – scrive ancora De Luca - il rilascio della documentazione che spetta di diritto ai consiglieri è condizione imprescindibile per poter formulare richieste di chiarimento e affrontare consapevolmente la discussione. Perché non sono state fatte ulteriori verifiche di attendibilità, ma soprattutto perché i test non sono stati restituiti dopo i risultati della sperimentazione? Perché – si domanda l’esponente pentastellato - questi test non sono stati rispediti al mittente, ma invece sono stati utilizzati nella zona rossa di Giove escludendo aprioristicamente i soggetti risultati negativi dalla controprova del tampone, alla luce del falso negativo su due riscontrato dall'Azienda Ospedaliera di Perugia nella sperimentazione iniziale? Perché si è proceduto a una procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando con una sola azienda contattata (questo agli atti) quando tale prodotto è stato acquistato da amministrazioni di mezza Italia altrove a minor prezzo, spendendo circa 150mila euro in più rispetto all’Ospedale Cotugno di Napoli? Come mai – conclude De Luca - non si è proceduto all’espletamento di una gara coinvolgendo anche l’Istituto Superiore di Sanità o il Ministero per un supporto scientifico?”.




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