Coronavirus, Stefano Vinti: promuovere salute, comunità e mutuo soccorso
Il commento del rappresentante dell'associazione culturale Umbrialeft
“Prima ancora di prevenire le malattie il nostro servizio sanitario deve promuovere la salute e il benessere, allontanando la malattia e il bisogno di cura. Promuovere e preservare la salute delle persone nei loro diversi momenti di vita, anche nei più fragili, richiede che tutto il sistema socio-sanitario metta al centro della sua azione la persona e i suoi bisogni”. È quanto commenta Stefano Vinti dell'associazione culturale Umbrialeft. “L'emergenza Covid-19 che stiamo vivendo – prosegue Vinti – rende evidente come per prendersi cura dei singoli individui sia necessaria una comunità che supporta e mette in circolo le risorse, e mai come ora è visibile come sia necessario integrare e fare dialogare diversi servizi del territorio ed ospedalieri, diverse professioni che rispondono alle domande ed ai bisogni delle persone. Promuovere la salute e prevenire la malattia affinché meno persone possibili abbiano necessità dell'ospedale. Quindi, un servizio sanitario articolato e sviluppato sul territorio, radicalmente alternativo ad un sistema privatizzato, che cancella la sanità ridotta ad un affare e il dolore a merce, che si proietta invece a diventare 'bene comune' dei cittadini e dei lavoratori”.
“La partecipazione dal basso dei cittadini – afferma Vinti – e la condivisione dei saperi sono strumenti importanti per promuovere processi di cura nelle e delle comunità e sviluppare così politiche di cambiamento,innovazione e trasformazione sociale attraverso meccanismi di inclusione, ascolto, vicinanza e azione collettiva diretta e democratica. Risulta oggi fondamentale costruire un tessuto sociale di cooperazione, mutuo soccorso e partecipazione perché la pandemia mette a rischio maggiormente le persone che vivono condizioni di vita e di lavoro più svantaggiate e più subordinate. Oltre alle misure di contenimento è importante sostenere e promuovere le iniziative di solidarietà e di costruzioni di reti informali messe in campo per gestire gli effetti della pandemia, contenere i danni alla salute, attuare una risposta collettiva e non individualistica alla crisi sanitaria e sociale”.

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