PERUGIA – Le cronache ci consegnano il giudizio severissimo che la governatrice umbra, Donatella Tesei, espresse nei confronti del sistema sanitario pubblico regionale al momento in cui presentò all’Assemblea legislativa le sue linee di governo. Un discorso del quale si ricorda, fra i molteplici passaggi, la parte dedicata alla questione salute.

"La sfida – disse, citiamo l’Ansa - è rilanciare la sanità migliorando i servizi ed efficientando la macchina organizzativa": "Razionalizzazione e specializzazione dovranno essere le parole chiave della nostra sanità".

E a conforto di questa tesi la presidente umbra non trascurò certo di recitare il mantra salviniano ripetuto ossessivamente in campagna elettorale contro un sanità troppo costosa che "assorbe l'80% del bilancio dell'amministrazione", “Vista, e in qualche modo sbandierata come una delle migliori d'Italia, è oggi profondamente scaduta in termini di qualità percepita delle prestazioni…Lo testimoniano i numeri della mobilità passiva, in costante peggioramento, e la fuga dei migliori primari. Qualità e competenze devono essere portate al centro della nostra sanità".

Come? La ricetta scritta dalla Tesei era semplice: «potenziare il tasso di coinvolgimento del privato, in Umbria pari a meno di 1/3 di quello della Lombardia». «Reti e integrazione rappresentano anche altre possibili linee guida, tra ripensamento del ruolo degli ospedali e dei servizi fino alle Case della salute, così da avvicinare la sanità al territorio» e via elencando

Tutte cose praticate con successo dalla Lega in Lobardia. Glielo aveva assicurato Salvini che l’aveva portata a Palazzo Donini e della parola del capo era impossibile dubitare.

Stando alle ultime prese di posizione pare però che qualche dubbio sia invece germogliato nella testa della nostra governatrice che d’un tratto è passata dalla critica feroce all’elogio sperticato. Elogio incondizionato anche nei confronti del sistema di Protezione Civile umbro che nell’emergenza coronavirus ha egregiamente sostenuto gli sforzi del personale sanitario che ha garantito alla piccola Umbria il migliore risultato a livello nazionale. Si deve a questo cambio d’umore la decisione ultima, osannata persino dal gruppo regionale del Carroccio di riconoscere una gratificazione monetaria a medici, infermieri, personale amministrativo e quanti altri che nell’emergenza si sono prodigati al di là di ogni limite. Una gratificazione economica per far dimenticare loro le tante offese ricevute, fino ad ombreggiare una forte riduzione dei posti di lavoro.

Per quanto ci riguarda salutiamo ben volentieri questa mutata opinione ma ci auguriamo che Tesei &.C diano prova di ciò sgomberando il campo anche dai timori destati dalle dichiarazioni nebulose rilasciate dall’assessore venuto dal Veneto, Luca Coletto, sul nuovo ospedale di Narni-Amelia. Si tratta di un’opera attesa per troppo tempo, la cui realizzazione non può essere bloccata sulla linea d’arrivo.

Il completamento della rete ospedaliera regionale è una necessità primaria e comprende anche il nuovo nosocomio del Trasimeno.

ep

 

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