TERNI - La Sinistra tiene, ma in Umbria non è così evidente I silenzi dei dirigenti sono fragorosi. Stiamo perdendo i cosiddetti “paesi e regioni rosse”, roccaforti della Sinistra e non si cessa di litigare su beghe interne, sulle scelte e sulla leadership del nuovo segretario. In Umbria avanza il centrodestra e le città di Perugia e Terni hanno già cambiato di mano. Le recenti elezioni europee ed amministrative sorridono alla Lega e ai suoi alleati, ma dà segnali di tenuta del Partito democratico specialmente nei casi in cui si è potuto presentare unito e con alleanze più larghe. Ciò induce a fare un’analisi della crisi vissuta più approfondita, in alternativa alla strada del silenzio. Basta poco minare il processo di ricostruzione della sinistra, come abbiamo potuto constatare quando si viene investiti da scandali come concorsopoli (vedi sanità in Umbria) o dai dissensi (come nel caso Lotti).

Subito riaffiorano i mali di una paventata e ulteriore scissione. Occorre non scoraggiarsi e non cedere alle delusioni, ma rivitalizzare quella forza e passione che è propria della Sinistra. Il Centrosinistra deve ripartire dalle cose da fare ripescando i valori che l’hanno sempre contraddistinto, unitamente a riprendere concreti contatti con il popolo, senza logorarsi in accuse e responsabilità del recente passato. Il suo obiettivo deve essere quello di riproporre come progetto un modello di sviluppo economico sostenibile basato sul riciclo ottimizzato dei rifiuti e sull’efficientamento energetico con uso delle fonti rinnovabili. Ad esso sono fortemente legati i temi della crescita, delle risorse, della sostenibilità, dell'energia, che nei prossimi anni saranno sempre più all'ordine del giorno nelle agende dei governi mondiali.

Le fonti rinnovabili, i cambiamenti climatici, i trasporti, le abitazioni del futuro, i nuovi orientamenti in materia di infrastrutture, costituiscono la sfida su cui puntare per una rinnovata cultura dello sviluppo e della cura dell'ambiente. Bisogna far convivere buon senso, tradizione, civiltà e innovazioni tecnologiche in una nuova prospettiva in cui l’istruzione, la formazione, l’Università siano elementi portanti di quella filiera che guarda al lavoro, ai processi produttivi e all’occupazione.

Da tutto ciò è auspicabile, senza dare per scontato nulla, il rinnovato comune impegno a mantenere il governo della Regione. Solo dopo aver combattuto ed aver convinto che la lezione si è capita, pur essendo consapevoli che si può perdere, ognuno di noi potrà sentirsi con la coscienza a posto e guardare con fiducia alla possibilità di un riscatto futuro, senza perdersi nella ricerca di inseguire e contrastare la maggioranza di governo, ma con una visione unitaria progettuale e culturale ben precisa.

Il Presidente Giocondo Talamonti

 

Condividi