PERUGIA - Presentate le prime domande per accedere al reddito di cittadinanza agli uffici postali di Perugia e Terni. Non si è comunque formata alcuna fila e le operazioni procedono regolarmente per tutti i servizi.

Negli uffici del centro delle due principali città umbre c'è molta attenzione al rispetto della privacy di tutti gli utenti. Nelle prime ore della mattinata sono state comunque presentate poche domande. Senza che siano state registrate particolari difficoltà.

Situazione analoga a quella dei Caf. "C'è un forte interesse per il reddito ma non la ressa che temevamo" ha detto all’Ansa Stefano Corradetti, responsabile della società che gestisce quelli della Cgil in provincia di Perugia. "Lavoriamo per appuntamento - ha aggiunto - e sono un migliaio quelli già fissati".

Un centinaio invece gli appuntamenti programmati dai Caf della Cgil in provincia di Terni. "Abbiamo comunque rilevato - ha detto il responsabile Sergio Mirimao - una maggiore richiesta di informazioni ai front office".

Situazione "tranquilla" anche per i Caf della Cisl. "Abbiamo attivato un'agenda elettronica e abbiamo già fissati 140" appuntamenti ha detto il responsabile Fausto Giulivi.

Paparelli: “Il reddito di cittadinanza rischia di essere vanificato dalle pastoie burocratiche”

"Il 'reddito di cittadinanza' rischia di essere vanificato dalle pastoie burocratiche e dalla confusione istituzionale generata dal Governo, in mancanza di una seria intesa con le Regioni, titolari delle competenze in materia di formazione professionale e di politiche attive del lavoro": Fabio Paparelli, vicepresidente della Regione con deleghe alla competitività e crescita del sistema economico, parla così del sussidio. "C'è fretta di erogarlo prima delle europee. Non ci assumiamo, in mancanza di una intesa forte, responsabilità sul caos che si genererà, anche per gli utenti.
Il ministro Di Maio si faccia consigliare meglio dai suoi super tecnici" afferma con l'ANSA.
Per Paparelli "se si vuole fare una lotta vera alla povertà le Regioni sono pronte". "Ma si distingua - ha aggiunto - il rafforzamento dei centri per l'impiego che si devono occupare dei disoccupati dal rafforzamento degli stessi per la gestione del reddito".

La misura in Umbria interesserà circa 22 mila nuclei familiari, l'1,6% della platea nazionale.

 

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