Norcia/ Tajani ha acceso la fiaccola benedettina
NORCIA - Con una solenne cerimonia aperta dal canto gregoriano della comunità monastica di Norcia è stata accesa oggi dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, tra le macerie della basilica di San Benedetto, la fiaccola benedettina Pro Pace et Europa una.
Primi tedofori sono stati i ragazzi del Corpo di solidarietà europea nuovamente presenti in città. "Quest'anno l'accensione è ancora più particolare, perché siamo tornati a calcare il pavimento della basilica di San Benedetto - ha detto il sindaco Alemanno - e in questi tempi duri per l'Europa, penso soprattutto alla Brexit, noi possiamo testimoniare la vicinanza che ci hanno sempre dimostrato le Istituzioni europee". La fiaccola ha così iniziato il suo cammino: sarà benedetta da Papa Francesco in piazza San Pietro il 27 febbraio per poi attraversare l'Europa, illuminando la Polonia e toccando nel suo percorso il campo di sterminio di Auschwitz e la cattedrale di Cracovia, prima di fare ritorno nei luoghi benedettini.
"Ho dedicato il mio mandato di presidente del Parlamento europeo alle zone colpite dal terremoto e la mia presenza oggi a Norcia vuole essere ancora testimonianza di vicinanza a queste popolazioni": ha detto Tajani, che ha poi aggiunto: "Abbiamo fatto di tutto per far arrivare al centro Italia colpito dal sisma i 2 miliardi di euro promessi dall'Unione europea".
Nel corso della manifestazione legata all'accensione della fiaccola, il presidente del Parlamento europeo ha donato al Comune di Norcia 10 mila euro, parte del Premio europeo Carlo V edizione 2018, che ha ricevuto dal re di Spagna. Soldi che serviranno a restaurare la campana della torre civica.
Porzi a Norcia, emozione nella Basilica. “E' per i giovani che dobbiamo ricostruire questa Europa"
"Rientrare nella basilica di San Benedetto per l'accensione della fiaccola 'Pro Pace et Europa una' stasera è stata un'emozione forte ma questo è il momento di una riflessione seria, soprattutto sulla ricostruzione, alla quale guardiamo con grande speranza": lo ha detto la presidente dell'assemblea legislativa dell'Umbria, Donatella Porzi, a margine dell'accensione della fiaccola benedettina tra le macerie della basilica del patrono d'Europa e che oggi a Norcia ha portato anche il saluto del Calre, la conferenza delle assemblee legislative delle regioni europee, istituzione della quale da gennaio è diventata presidente.
"La speranza oggi è rappresentata da questi ragazzi del Corpo di solidarietà europeo che partono con la fiaccola benedettina e che porteranno un messaggio di pace attraverso l'Europa - ha aggiunto la presidente Porzi - ed è proprio per i giovani che dobbiamo ricostruire questa Europa su valori di solidarietà ai quali oggi troppo spesso deroghiamo".
Monaci benedettini, è stata una scintilla di speranza. "Noi qui restiamo nonostante tutto"
La fiaccola benedettina accesa dentro la Basilica di San Benedetto "è una scintilla di speranza che tutti cercano tre anni dopo il terremoto". È quanto ha detto all'ANSA il priore della comunità monastica benedettina, padre Benedetto Nivakoff. "La fiaccola può essere una speranza ma solo se viene vista come un inizio di fede", ha aggiunto.
Il priore parla della sofferenza delle popolazioni terremotate paragonandola alla "croce di Cristo", ma "dopo la croce c'è la resurrezione, ma questo chiede pazienza e tempi lunghi".
Continuano invece i lavori per la realizzazione del nuovo monastero alle porte di Norcia: "Entro l'estate contiamo di riprendere i lavori per terminare la chiesa, mentre il monastero contiamo di terminarlo nei prossimi tre anni". Una costruzione che per i monaci ha un significato importante, "vuole dire - ha concluso padre Nivakoff - che noi qui restiamo nonostante tutto".
Basilica di San Benedetto riaperta per un giorno. Molti i visitatori, dopo l'accensione della fiaccola benedettina
La Basilica di San Benedetto "aperta" di nuovo al pubblico. In via del tutto eccezionale, dopo l'accensione della fiaccola benedettina, la gente presente oggi a Norcia è potuta rientrare all'interno della "casa" del patrono d'Europa, calcando così i marmi della navata centrale, nella parte liberata dalle macerie.
Sono state molte le persone che hanno voluto vivere l'emozione di vedere da vicino quel che resta della Basilica. Compresi i grandi massi che sono ancora da rimuovere nella zona centrale della chiesa, a ridosso del campanile. È stato possibile per alcune ore entrare nella Basilica distrutta dal terremoto grazie al percorso in sicurezza realizzato dalla soprintendenza alle belle arti dell'Umbria e dal Comune di Norcia, sotto il controllo dei vigili del fuoco.
Particolarmente emozionata la comunità monastica benedettina, guidata dal priore padre Benedetto Nivakoff, che per alcuni momenti ha potuto rivivere la propria "casa".




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