PERUGIA – “Ci sarà un ritocco del 9 per cento circa sulla tariffa dei rifiuti. Un ennesimo aumento che, al di là dei costi dello smaltimento e degli sprechi della gestione di Gesenu, è dovuto soprattutto al problema principale della riscossione”. A sottolinearlo il consigliere comunale Carmine Camicia nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori.

“Sono 21mila le cartelle esattoriali non pagate – ha puntualizzato Camicia – per un debito che ammonta a 100 milioni di euro, tra Tari ed Imu, e che, inevitabilmente, pesa sulle casse comunali e a pagare le conseguenze sono sempre i cittadini onesti che le tasse le pagano”.

Il consigliere, tramite la risposta ad un accesso agli atti, ha ricevuto la documentazione dalla quale si evince come gradi imprese e società, partiti politici di un certo spessore e associazioni di categoria non paghino la tariffa sui rifiuti: “E l’amministrazione, invece di riscuotere, pensa di spalmare le morosità sui cittadini – ha spiegato – tutelando i morosi. È del 19 febbraio scorso, infatti, una deliberazione del Consiglio comunale con la quale è stato approvato un regolamento per la definizione agevolata della tari”.

“Nel documento si legge chiaramente – ha continuato Camicia –: ‘relativamente alle annualità 2014-2016 i residui attivi iscritti nel conto del bilancio ammontano ad oltre 24 milioni di euro; tali residui non sono comprensivi di sanzioni ed interessi’ e ‘ritenuto pertanto di procedere alla definizione agevolata delle morosità e delle inadempienze dichiarative dei soggetti passivi della Tari relativi alle annualità 2014-2016, al fine di: 1) recuperare somme difficilmente riscuotibili, 2) migliorare la liquidità del Comune e ridurre l’ammontare dei residui attivi iscritti in bilancio, 3) ottimizzare e normalizzare per il futuro la banca-dati dei soggetti passivi della Tari, 4) prevenire l’eventuale contenzioso tributario, 5) fare emergere il fenomeno dell’evasione di tale specifico tributo;’… Questa delibera è stata votata anche da amministratori pubblici che sono morosi dal 2014. Si tratta di un vero e proprio conflitto di interessi. E siccome sono varie le aziende che hanno fatto la storia della città e che non pagano le tasse, invierò un esposto alla Procura della Repubblica, affinché gli organi competenti possano accertare e inquisire chi ha un debito di oltre 30mila euro per il reato penale di evasione fiscale”.

“Inoltre, presenterò a breve un ordine del giorno – ha concluso il consigliere Camicia – con il quale modificherò il regolamento della raccolta dei rifiuti, affinché venga sospeso il servizio di raccolta ai morosi con oltre 5mila euro di debiti”.  

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