Sono stanco di ascoltare che tutto è in ordine e tutto sta andando per il meglio
PERUGIA – “Caro Alessandro (sì, proprio Alessandro Campi), vengo a sapere da fuori Italia, dove mi trovo fino a stasera, di aver preso un brutto voto da te. Me ne farò una ragione.
Come tu ben sai, per via di alcune nostre comuni frequentazioni, un posto tra le prime file dell’assemblea di Confindustria avrei potuto “procurarmelo” a prescindere dal mio ruolo istituzionale. Per questo non ho bisogno né di fingere understatement. né tantomeno di mostrarmi incline all’autocompiacimento. E sicuramente non intendevo fare uno sgarbo all’Associazione Industriali della mia regione, con molti dei cui membri ho un rapporto di amicizia. Non mi ritengo un presenzialista e, solitamente, se non sono particolarmente interessato ad un evento pubblico, lo evito.
Che poi ci siano personaggi che sbavano e scodinzolano per sedersi in qualunque fila dell’assemblea dell’Associazione Industriali è appurato, te lo assicuro. Nel caso specifico, pur avendo l’invito istituzionale e quello di un caro amico che è nella dirigenza di Confindustria, non sono andato al Lyrick per motivi di merito. E ho voluto esprimerlo in un ambito pubblico come i social.
Avevo l’onere di rispettare i miei doveri istituzionali, come ha fatto notare Paolo Menichetti a commento del mio post e come hai tenuto pedissequamente a sottolineare tu? Forse. Avrei dovuto ascoltare Ernesto Cesaretti, Catiuscia Marini e gli altri relatori umbri nei loro rispettivi ruoli? Probabile.
Ma, ho deciso all’ultimo momento di non andare ad Assisi proprio per via dei personaggi di livello nazionale invitati ad intervenire. Sì, forse sono stato un po’ prevenuto nei confronti di Tremonti, Poletti e Boccia: forse il bon ton istituzionale diceva che andavano ascoltati, a prescindere, in quanto personalità di livello. Magari hanno toccato argomenti innovativi e trascinanti. Non ho letto le cronache: lo farò visto che mi hai così sollecitamente e incisivamente stimolato, caro Alessandro (sempre nel senso di Campi).
La mia scelta, forse un po’ istintiva e priva di garbo istituzionale, si è basata su alcune affermazioni e giudizi espressi in un passato più o meno recente dai tre personaggi in questione, che ritengo non in linea con il mio pensiero e poco consone alla realtà oggettiva delle cose. E’ un giudizio politico e personale, ovviamente, ma basato su dati reali, purtroppo. Ed è sicuramente un parere “interessato”.
Un rifiuto a priori, quindi. Sono, francamente un po’ stanco di ascoltare personaggi che affermano che tutto è (o era nel caso di Tremonti) in ordine, che tutto sta andando per il meglio. Che si sta facendo il meglio per l’economia e per l’occupazione. E magari qualcuno ha il coraggio di piangere “con il sorcio in bocca”, come si suol dire.
Dalla mia posizione politica e basandomi sulle mie convinzioni posso permettermi di pensare che la realtà economica non è come viene descritta? Penso di sì. Posso basarmi su dati economici e occupazionali che contraddicono in gran parte le affermazioni che circolano in certi contesti? Ne ho il diritto e mi ritengo piuttosto ben documentato e da fonti affidabili. Ci sono ancora numerose aziende che chiudono i battenti, tante crisi, tanti disoccupati, tanti sottoccupati, tanti precari, anche in Umbria? Purtroppo credo di sì. Ho voluto, quindi, prendere le distanze, per una volta, da un contesto nel quale era prevista la presenza di personaggi di cui non condivido i giudizi e le posizioni politiche e/o le scelte amministrative.
Avrò sicuramente altre occasioni per ascoltare Confindustria, magari con ospiti per me più “stimolanti” (non è presunzione la mia, è semplicemente disillusione unita a delusione). Da bravo intellettuale di destra, da sempre organico ai poteri forti, hai fatto la tua parte e mi hai somministrato la tua lezione dando i voti al mio comportamento politico e alla mia scarsa educazione istituzionale. Tutto è consentito ovviamente. Non per questo perderai la mia stima. Alcuni politici non hanno bisogno di atteggiarsi a duri, perché non vivono di politica ma per la politica e non mirano alla carriera.
Alcuni politici possono permettersi di credere nei propri ideali e nei propri principi, a prescindere, e scegliere di rifiutare certe scelte. Debbo dirti che sono sempre stato molto interessato alle persone che hanno problemi (non solo in senso medico ovviamente). Ai 4.500.000 di italiani in povertà assoluta e ai molti altri in povertà relativa. Agli 11.000.000 che hanno difficoltà a curarsi e a sottoporsi ad esami diagnostici per motivi economici. Diciamo che sono più interessato alle sofferenze umane che alle sofferenze bancarie (cit. Don Ciotti).
Ecco, per riassumere: non penso che Tremonti, Boccia e Poletti avrebbero potuto darmi particolari rassicurazioni in merito.
Con affetto e stima.
P.S.: il libro che leggevo è di un giovane autore israeliano. “La simmetria dei desideri.” Te lo consiglio”.
L’articolo di Campi è stato pubblicato anche su Facebook, raggiungibile cliccando https://www.facebook.com/alessandro.campi.98/posts/1607628265943048




Recent comments
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago
12 years 20 weeks ago