Predissesto Terni/ Svendite di fine anno, opacità e nessun progetto per la Città
TERNI - Botti di fine anno. Il Consiglio Comunale di Terni ha approvato il Piano di Riequilibrio presentato dalla Giunta nel disegno di predissesto finanziario.
Peccato ci sia poco da festeggiare. Si è detto che con questo atto “è stata tolta la polvere da sotto il tappeto”, battuta che forse conveniva evitare, visto che bisognerebbe allora dire chi aveva nascosto quella polvere e, politicamente, deve assumersene la responsabilità.
Si è smesso di fare, da parte soprattutto del Sindaco e dell’Anci locale e nazionale, un’azione di denuncia e di contrasto nei confronti del Governo Renzi che ha continuato a taglieggiare gli Enti Locali riducendoli alla fame.
Bisognerebbe infatti spiegare come mai il disavanzo del 2015 è esattamente la metà dei debiti fuori bilancio complessivamente accertati. Solo una questione di contabilità?
È anche vero che, mentre si dice che è stata fatta un’operazione di pulizia e trasparenza, si mette a bilancio una posta di 4 miliardi per eventuali altri debiti fuori bilancio da certificare.
Noi, riassumiamo le criticià di questa operazione essenzialmente in tre questioni:
1) Con il piano di alienazioni, di fatto si impoverisce la città, con la vendita di quel poco patrimonio rimasto, con operazioni come la vendita delle farmacie comunali che presenta una certa opacità.
2) Con il piano pluriennale di razionalizzazione della spesa effettuato su tutti i capitoli, nella sostanza si tagliano in qualità e quantità servizi importanti nella vita cittadina: scuola, cultura, sport, assistenza sociale domiciliare. Questo, in una città in cui da tempo sono inagibili gran parte delle sale pubbliche, il teatro Verdi, e sono chiusi o fortemente degradati molti parchi pubblici.
3) E’ stata fatta un’operazione con ottica ragionieristica, senza un progetto futuro di città discusso e condiviso con la città, con le forze economiche, sociali e culturali che possono e devono contribuire a costruire il rilancio. Un’operazione contabile, rispetto alla quale gran parte di responsabilità è stata attribuita alla inadeguatezza della macchina comunale, tacendo su chi quella macchina in questi anni la organizzata e riorganizzata. Al tempo stesso facendo sorgere il dubbio se quella stessa struttura sia in grado di gestire il complesso iter che si avvia.
In definitiva, piuttosto che un nuovo inizio, a noi sembra l’autocertificazione del proprio fallimento e del venir meno del rapporto di fiducia con quanti, forze politiche e cittadini, hanno sostenuto questa maggioranza nel 2014.
Sinistra Italiana Terni




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