PERUGIA – “Sono false ed infondate, oltre che offensive, le informazioni che da tempo il Movimento 5 Stelle dell'Umbria sta diffondendo riguardo alla posizione lavorativa, previdenziale e pensionistica della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini”. Questo l’avvio di una nota diramata nel pomeriggio dall’agenzia ufficiale della Giunta regionale Umbra che così prosegue: “La presidente Marini è attualmente in regime di aspettativa, non retribuita, secondo quanto previsto dall'articolo 31 della legge 300 del 1970, ovvero – piaccia o non piaccia al Movimento 5 stelle – lo Statuto dei lavoratori, tuttora ancora in vigore”.

“Sempre sulla base della medesima norma – si spiega ancora -, alla presidente Marini vengono riconosciuti i così detti contributi figurativi, che costituiscono l'unica e sola base pensionistica della presidente.

Di questa norma di legge beneficiano centinaia di eletti in Parlamento e nei consigli regionali che, in quanto dipendenti pubblici o privati, sono in regime di aspettativa non retribuita per incarichi elettivi, come – ad esempio – la parlamentare umbra del Movimento 5 Stelle, on. Tiziana Ciprini, dipendente della Regione Umbria che, su sua richiesta, gode dello stesso regime di contribuzione figurativa della presidente Marini”.

A stretto giro di posta è arrivata la pronta replica del capogruppo penta stellato in Regione, Andrea Liberati, che, anziché smorzare i toni rincara la dose.

 “Catiuscia Marini e le sue future molteplici pensioni finiscono sul blog di Beppe Grillo (http://goo.gl/xdHJ6e)”, informa, riportando testualmente quanto pubblicato dal blog: “'Non a tutti i politici del Pd basta una pensione da nababbi alla faccia degli anziani che (non) sopravvivono con la pensione minima da fame. Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, sta accumulando i contributi per la sua turbopensione senza lavorare manco un giorno, grazie all'aiuto di Legacoop e con i soldi dei cittadini. Tutto è possibile nel magico mondo del Pd. I portavoce M5S in Umbria hanno trovato i documenti che confermano lo scandalo'”.

Per Liberati “i dati forniti dal M5S sulle imbarazzanti molteplici pensioni di Catiuscia Marini sono autentici, perché fondati su documenti veri, goffamente secretati dal Palazzo. Altro che informazioni ‘false, infondate e offensive’, come sostiene il presidente di Regione nel comunicato diffuso in data odierna: parole incerte e confuse”.

“Pertanto – continua Liberati - le nostre domande alla presidente Marini restano aperte. A partire dalla sua assunzione in Legacoop il 13 giugno 2007 che, come risulta dalle carte, sarebbe avvenuta pochissimi giorni dopo aver lasciato il Comune di Todi. In che modo fu reclutata e perché assunta (subito) in posizione direttiva? Quali attività ha poi concretamente svolto per conto di Legacoop? Per quanto tempo vi ha concretamente lavorato, visto che è in aspettativa da anni?. Sa che Coop Centro Italia, di cui domenica ha inaugurato l’ennesimo supermercato, è tra gli organismi direttivi di Legacoop Umbria, associazione ove lei fu assunta?”.

Liberati chiede anche alla presidente Marini: “È vero che il suo attuale stipendio figurativo da Legacoop ammonterebbe a 5mila 159,74 euro al mese più tredicesima, per complessivi 72mila 236.36 euro annui? È vero che ha già maturato il vitalizio ‘Regione Umbria’, da incassare a 60/65 anni? È vero che lei versa una quota di contribuzione a fini pensionistici Inps, per la sua seconda pensione, non superiore ai 7mila euro annui, mentre lo Stato, grazie alla Legge 300/70, le ‘regala’ ogni anno il resto, sinora presumibilmente circa centomila euro?”. Inoltre il capogruppo del Movimento 5 Stelle chiede alla presidente della Giunta regionale se “rinuncia alla contribuzione Legacoop, aggiuntiva ai vitalizi della politica”.

Concludendo Liberati chiede a Catiuscia Marini se, “anche alla luce del suo rapporto professionale con Legacoop, ritiene di aver finora operato davvero secondo neutralità, attenta esclusivamente all'interesse pubblico e a criteri di imparzialità nei confronti di altre attività”.

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