Francesca Baglioni e la cena Imbandita a papa Paolo III
Elio Clero Bertoldi
PERUGIA - Il delegato di Perugia dell'Accademia Italiana della Cucina, il dottor Massimo Alberti può andare orgoglioso della festa organizzata alle Tre Vaselle di Torgiano per festeggiare i primi 50 anni della sua delegazione: non solo l'iniziativa ha raccolto successo e consensi, ma dal convegno, clou della manifestazione, dal titolo "Non solo cibo", sono uscite tutta una serie di chicche davvero belle e interessanti con relatori che hanno svolto alla grande il loro compito. Francesca Romana Lepore, che ha parlato nella tavola nei secoli, ha addirittura allestito vere e proprie mense, a partire dal Medioevo, particolarmente suggestive proprio nella sala Dioniso dove si é svolto l'incontro; Clara Baldelli Bombelli Cucchia ha illustrato i tessuti e i merletti da tavola in Umbria; il professor Francesco Federico Mancini ha trattato, da par suo, il tema della Tavola umbra nell'arte; Franco Cocchi, ceramologo di vaglia, ha affrontato l'aspetto della evoluzione della produzione da mensa delle ceramiche di Deruta.
Tra i documenti presentati da Cocchi, entrambi custoditi nell'archivio comunale di Deruta, uno riguarda di più la storia di Deruta (i perugini chiesero vasellame alle fornaci derutesi nel 1382 per i festeggiamenti del patrono Sant'Ercolano), l'altro la storia del capoluogo. Perugia, 2 settembre 1535. Madonna Francesca Baglioni, figlia di Giampaolo (fatto decapitare, qualche anno prima, da papa Clemente VII) e fresca vedova di Filippo di Bernardino Ranieri, scrive una lettera ai produttori derutesi chiedendo il miglior servizio da tavola di "damaschino schietto" che potessero mandargli. E venne accontentata. Paolo III Farnese - lo stesso che otto anni più tardi entrerà da vincitore in Perugia alla fine della "guerra del sale" e scaricherà le case dei Baglioni per costruire la Rocca Paolina e tagliare la testa alla nobiltà perugina, riprendendosi il potere diretto - arrivò, dopo essere transitato per Spoleto con un seguito di 700 cavalieri e 600 fanti. E trovò la mensa imbandita alla grande con il "servito" di Francesca Baglioni.
Due pezzi di questo servizio da mensa si sono salvati dalla distruzione delle case dei Baglioni: si tratta di due versatoi, uno dei quali, con lo stemma di casa Baglioni, é custodito in un museo di Londra, e l'altro, con l'araldica dei Farnese, in un museo di Cluny, Francia.
"Il nostro principale scopo - spiega Alberti, alla fine delle conclusioni svolte da Roberto Ariani, segretario generale dell'Accademia - é quello di tutelare le tradizioni della cucina italiana e tutto quello che gli fa da contorno. Il modo di presentare le vivande é strettamente legato alla cultura e alla civiltà della tavola. E non a caso curiamo molto anche la pubblicistica, editando libri con molta frequenza". E Alberti cita un motto: "Innovazione nella tradizione". Le tavole, allestite e apparecchiate, sul lato sinistro della sala, sono lì a dimostrarlo concretamente.




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