“Il segretario Pd ha vinto le prime partite, ha perso queste ultime. Il suo problema è che non è riuscito a trovare e a trasmettere l’idea forte. La destra cavalca la xenofobia. Grillo l’antisistema. Di Renzi poco si sa.
È questo il suo tallone d’Achille”. Sintetica l’analisi che Peppino Caldarola fa in un suo articolo all’indomani dei risultati elettorali, che non hanno premiato il PD, ma attendibile.

Renzi vuol ritrovare la sintonia con il Paese reale? Bene, cose molto semplici deve fare. Non è un ritornello pubblicitario. Prima di tutto abolisca la legge Fornero.  Pensioni a 62 anni per tutti, cancellazione di tutti i privilegi, per far si che l’istituzione pensioni, ritorni ad essere quel modo concreto di concepire la solidarietà. Quella frase di Achille Occhetto: “ho da mantenere i figli”, grida vendetta. E che dire poi del barricadiero Mario Capanna, che sta mettendo su comitati in difesa dei cosiddetti “diritti acquisiti”, a proposito delle scandalose pensioni parlamentari e dei consiglieri regionali. I Diritti acquisiti dei poveri cristi, si calpestano in una sola notte, lui non se mai accorto.

Che i metalmeccanici oggi occupati, stiano pagando la pensione ai manager che non hanno versato nemmeno un terzo di quello che percepiscono per la loro pensione, è uno scandalo che non ci vuole molto a rimuovere. Basta la volontà politica caro Renzi. Il fiorentino abbandoni quella riforma della scuola che ha messo in cantiere. E’ una riforma che guarda al passato, quando a scuola andavano solo i figli dei ricchi. Poi quei presidi manager-padroni degli istituti, senza che nessuno li controlli, fanno capire fin da subito come andrà a finire. Le scuole si riempiranno di giovani e belle maestrine. Una riforma che se venisse attuata, trasformerebbe la scuola in un sistema davvero feudale, piramidale. I docenti nominati per chiamata diretta da parte dei dirigenti, si troverebbero inevitabilmente a veder fortemente ridotto quel loro diritto alla libertà d’insegnamento, sancito dall’art. 33 della Costituzione. Bisogna tornare ad un’idea forte di istruzione pubblica, così come la descriveva bene Piero Calamandrei.

Il Diritto allo studio di cui il giovanotto va cianciando, si attua in un solo modo: guardando al modello scandinavo. Lì la scuola è gratis, pubblica, laica e fortemente selettiva. Proporre questo modello di scuola agli italiani, farebbe capire loro quale strategia intende perseguire il governo che si dice progressista. Basta soldi pubblici alle scuola private, lasciando che gli istituti pubblici continuino a cadere a pezzi. Rilanciare una grande idea di Stato sociale, in contrapposizione a questo liberismo. Poi trasporti, ricerca scientifica, urbanistica e tanti altri temi, proporli al Paese, per dare quel senso di marcia di cui ha fortemente bisogno.

Immigrati, passare al contrattacco. Alla Francia, Inghilterra e Stati uniti, va ricordato che quello che stiamo tutto noi oggi vivendo, le tragedie del Medio Oriente, sono il risultato del loro agire politico, economico dell’ultimo secolo e mezzo. Che oggi i governati di questi Paesi, facciano finta di scendere da Marte, è inaccettabile. Rilanciare l’idea di un Europa davvero continente, che abbia una sola politica estera, una sola politica fiscale, una strategia condivisa per la ricerca scientifica e meno burocrazia, che sappia rilanciare un progetto sociale di cooperazione internazionale e meno rispetto per i poteri finanziari, farebbe sicuramente tornare l’entusiasmo a molti cittadini del vecchio continente. Altrimenti il fenomeno dell’assenteismo che oramai lo si è capito fin troppo bene, essere soprattutto di sinistra, continuerà ad espandersi.

Renato Casaioli

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