Turismo/ Sulla via degli Etruschi, tra storia e sensi
(di Daniela Giammusso)(ANSA) - ROMA - Da Chiusi a Tarquina, alla scoperta della citta' sotterranea. E poi Bolsena, con il ''lago che si beve''; Orvieto che i Greci chiamavano Oinarea, 'dove scorre il vino'; Cerveteri e Vulci con i misteri millenari che ancora abitano le necropoli. Il debutto internazionale sara' a fine mese all'Expo, ma l'invito a perdersi tra storia e sensi di una vera ''Experience Etruria'' e' gia' aperto. Un'immersione totale nel mondo degli etruschi con quattro percorsi ''sensoriali'' tra storia, natura, mostre diffuse ed eccellenze del territorio, che da Milano porti i turisti li' dove la storia ha lasciato ancora evidenti i suoi segni, tra Umbria, Lazio e Toscana.
''Il progetto ha messo insieme, per la prima volta, 17 comuni, con Orvieto e Viterbo capofila - racconta la soprintendente dell'Etruria meridionale, Alfonsina Russo - Una rete di collaborazione importante che ci auguriamo sia solo l'inizio di un percorso di valorizzazione''.
A far idealmente da guida e' la principessa etrusca Ati, protagonista del video in 3D realizzato da Cineca, che a fine mese debuttera' nel Padiglione Italia dell'Expo. Sempre Ati sara' la padrona di casa della piattaforma multimediale (www.experienceetruria.it) dove trovare tutte le informazioni e una speciale carta stradale con i quattro percorsi giocosamente immaginati alla ricerca degli ingredienti necessari per una festa per l'Esposizione Universale ispirata al banchetto di uno dei piu' celebri capolavori dell'arte etrusca: la Tomba dei Rilievi della necropoli della Banditaccia a Cerveteri.
Non solo archeologia, pero', perche' ogni viaggio e' anche un'esperienza sensoriale legata ai prodotti del territorio. Si puo' scegliere se seguire le Vie dell'acqua, da Chiusi a Tarquinia, attraverso Viterbo e Tuscania; da Grosseto a Bolsena, via Orbetello e Manciano; e da Orvieto a Veio, via Civita Castellana. Oppure le Vie del vino e del sale: da Cerveteri a Tarquinia, passando per Santa Severa e l'antica Pyrgi; da Grosseto a Chiusi, via Sorano con la Citta' del tufo. E ancora le Vie dell'olio e del grano, da Montalto di Castro a Orvieto. E le Vie dei Boschi, da Viterbo a Orvieto, tra le tombe rupestri di Norchia, il Ponte Diavolo di Blera e i sacri Monti Cimini.
A unire i luoghi (distanti fra loro non piu' di un'ora d'auto) anche un calendario di mostre (fino al 31 ottobre) ''studiate per valorizzare soprattutto i materiali inediti dei depositi'', spiega la Russo, da ''Nettare e ambrosia. Cibo degli Dei'' a Villa Giulia a Roma, ''Qui c'e' il fuoco di Bacco'' a Cerveteri. E poi ''Il mare si fa oro. Ercale e il sale'' a Tarquinia e ''In alto i katahroi. Gli Etruschi dal volto di pietra'' a Viterbo.
''Il progetto - aggiunge - e' aperto: abbiamo proposte fin dall'Etruria campana''.
''Negli anni - spiegano i sindaci di Orvieto e Viterbo, Giuseppe Germani e Leonardo Michelini, con l'assessore al turismo di Grosseto, Luca Ceccarelli - il problema e' stato far rimanere i turisti piu' giorni nei nostri comuni. Questo progetto dice al mondo quante cose ci sono da fare da noi. Stiamo facendo rete per costruire una nuova meta turistica: l'Etruria antica''.
''Da sempre - aggiunge il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini - diciamo che la sfida e' fare in modo che i visitatori dell'Expo proseguano il viaggio in Italia, non solo nelle capitali d'arte, ma a scoprire il nostro grande museo diffuso. Al turista cinese, una volta arrivato, poco importa la distanza da un comune all'altro. Da soli e' difficile, ma insieme siete una potenza mondiale''.




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