PERUGIA - A noi fa sempre piacere: sia se ci sei che se non ci sei. Così salutava un mio conoscente un suo parente. Gli voleva bene, voleva farglielo sentire e se ne uscì con questa curiosa frase. Anche a noi italiani fa sempre piacere: sia se distruggiamo, sia se costruiamo.

            Non è un bel momento per l'edilizia in Italia, specialmente per quella pubblica. Dalla Cricca in poi abbiamo visto il miliardo di troppo del Mose, gli appalti poco chiari dell'Expo e i cedimenti Anas di viadotti eseguiti un po' alla maniera che ben riassume il nome della località che ha visto forse quello più clamoroso: a Scorciavacche infatti la strada si è messa in movimento al posto dei veicoli che ci dovevano transitare poco dopo l'inaugurazione. Ora sappiamo anche che un terzo degli appalti, secondo un recente rapporto della Guardia di Finanza, è stato assegnato illecitamente, o irregolarmente.

            Non è un bel momento, è vero, ma c'è anche un carico giornalistico che copre desideri sanguinari che andrebbero invece regolati e mitigati con l'attenta rappresentazione dei fenomeni, tutelando e rispettando il lavoro della maggioranza di operatori che in merito al tema “lavoro pubblico” ha sempre operato con la schiena dritta. Questo avviene a tutti i livelli: dal dirigente che opera le scelte necessarie, ai tecnici che gestiscono, progettano e dirigono con tutta la passione necessaria; questi mettono quotidianamente in campo i talenti necessari, gli stessi che posseggono gli esecutori, che si svegliano ogni mattina con in testa la migliore opera del mondo, anche se si tratta di una piccola pavimentazione. Dovremmo, qualche volta, raccontare chi riesce a mantenere intatta la passione e fa emergere il lavoro vero da miliardi di passaggi di una norma schizofrenica e cangiante, più di un camaleonte in autunno in mezzo ad un bosco. Sono gli stessi che qualche volta si prendono delle irregolarità, più o meno a loro insaputa, ma nella massima onestà e senza alcun interesse, se non quello di realizzare l'opera, al di là di ogni impedimento normativo.

            Non so bene quali sono state le conclusioni della preziosa opera della Guardia di Finanza, ma c'è una bella differenza fra illecito ed irregolare, ma a noi fa piacere comunque. E' proprio vero che fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce. In Italia se il bosco c'è o non c'è ci fa sempre piacere, l'importante è che passi sempre come qualcosa di straordinario. La normalità non ci interessa.

 

Paolo Felici

www.ediliziario.it

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