PERUGIA - Le imprese "devono sapersi innovare" sia tecnologicamente sia nelle loro strategie, oltre che "sapere cambiare le proprie modalita' organizzative e di processo". Un "cambiamento necessario" per "poter stare oggi dentro il mercato".

Stamani, dal centro congressi dell'hotel Gio' di Perugia, e' stata lanciata questa "sfida" durante il primo forum interamente dedicato ai temi dell'innovazione, organizzato da Confcommercio Perugia in collaborazione con il suo Gruppo giovani, dal titolo "Evoluzioni, protagonisti del cambiamento".

Circa 500 gli imprenditori umbri del commercio, turismo e servizi presenti in platea a dimostrazione quindi, come e' stato sottolineato ad inizio convegno, "che pur nell'attuale difficilissimo contesto economico, tra le piccole e le medie imprese del terziario c'e' voglia di riscossa e di misurarsi con le nuove tecnologie".

Da una indagine di Confcommercio su un campione di imprese associate della provincia di Perugia emerge infatti che per il 67 per cento di queste l'innovazione tecnologia e digitale "e' diventata elemento imprescindibile del fare impresa".

Sulle politiche per l'innovazione si sono poi confrontati Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio Perugia, e Fabio Paparelli, assessore al commercio della Regione Umbria.

"L'innovazione e' una scelta senza ritorno per le imprese dei nostri settori, quindi o innoviamo oppure rischiamo di scomparire", ha detto Mencaroni. Il quale ha poi ricordato che "in Umbria le imprese dell'area Confcommercio sono il 49,6 per cento sul totale delle imprese di tutti i settori economici".

Il presidente di Confcommercio Perugia ha pero' chiesto, alla politica e alle istituzioni umbre, "un cambio di passo sensibile, un impegno forte nei confronti delle imprese per aiutarle nel processo di cambiamento su tre fronti, innovazione, citta' e turismo". "Noi faremo la nostra parte", ha affermato il presidente Mencaroni, ma in particolare sul fronte dell'innovazione la Confcommercio si augura che dalla Regione Umbria arrivi uno "sforzo straordinario" con lo stanziamento di 15 milioni di euro nel settennio 2014-2020 destinati a finanziare bandi per il commercio e il turismo con azioni integrate che riguardino: investimenti tecnologici, formazione degli operatori, sostegno alla internazionalizzazione, consulenza specialistica.

L'assessore regionale Fabio Paparelli, dopo avere sottolineato che negli ultimi 20 mesi "sono stati messi a disposizione 8 milioni di euro per aiutare la ripresa del commercio", ha annunciato che la Regione sta lavorando "profondamente" anche per i temi dell'innovazione e dell'agenda digitale. "Nella prossima stagione dei fondi comunitari – ha aggiunto - il 10 per cento delle risorse sara' dedicato a questa partita, con il commercio che deve giocare un ruolo fondamentale perche' ormai una parte importante della domanda e dell'offerta viaggiano online, attraverso il commercio elettronico e il web".

I lavori del Forum sono stati arricchiti anche dalle testimonianze di esperti e manager di aziende leader nel mondo che hanno tracciato gli scenari dei prossimi anni per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Del negozio nell'era di internet ("ormai - e' stato detto - fare e-commerce significa aprire un nuovo negozio"), affrontando tendenze, nuovi modelli di business, evoluzione del mercato ed evoluzione del
consumatore, hanno parlato Marco Grossi, Head of Agency EMEA Facebook ("sono attualmente oltre 2 milioni le piccole e medie imprese in tutto il mondo che investono attivamente su Facebook"), Michele Simone, Seller Strategy manager eBay in Italia ("eBay e' partner dei grandi e piccoli venditori ed in Italia sono oltre 55 milioni le inserzioni con una media di 74 oggetti venduti al minuto in quasi 200 mercati nel mondo") e Fabrizio Valente, presidente KiKi Lab.

 

 

 

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