Tommaso Di Francesco

 

Sono un milione e 300mila le vit­time delle «nostre» guerre al ter­rore dopo l’11 set­tem­bre 2001, in Afgha­ni­stan, Iraq e Paki­stan: par­lano da soli i dati del rap­porto di alcuni orga­ni­smi inter­na­zio­nali indi­pen­denti, tra cui il pre­sti­gioso «Inter­na­tio­nal Phy­si­cian for the Pre­ven­tion of Nuclear War», Nobel per la pace nel 1985. Cifre per difetto: sono infatti esclusi i con­flitti più recenti di Libia, Siria e l’ultima a Gaza. Que­sti dati dicono, nella disat­ten­zione gene­rale, che le guerre di ven­detta, inven­tate di sana pianta e/o «uma­ni­ta­rie» hanno pro­dotto una vera e pro­pria eca­tombe: cen­ti­naia di migliaia di morti, per gran parte civili, pro­cu­rati con bom­bar­da­menti aerei, can­no­nate, lanci di mis­sili Cruise, avve­le­nati da ura­nio impo­ve­rito e mas­sa­crati con le clu­ster bomb.

Viene allora da pen­sare all’intercalare abu­sato ogni volta dai lea­der occi­den­tali pronti all’impresa bel­lica con­tro il ter­ro­ri­smo jiha­di­sta di turno: «Siamo in guerra con­tro il ter­ro­ri­smo non con­tro l’islam». È un ritor­nello, così tante volte ripe­tuto che viene da pen­sare si tratti pro­prio di coda di paglia. Per­ché deve essere forte la con­sa­pe­vo­lezza che la nostra schiac­ciante potenza mili­tare, sem­pre indi­scri­mi­na­ta­mente usata con tanti «effetti col­la­te­rali», non possa non pro­durre insieme alle stragi di civili anche la per­ce­zione in loco — da parte di chi subi­sce que­gli inter­venti mili­tari — che l’Occidente abbia una dichia­rata volontà geno­cida con­tro i civili. Che nella fat­ti­spe­cie, in Afgha­ni­stan, Iraq e Paki­stan sono in grande mag­gio­ranza musulmane.

«Non siamo in guerra con­tro l’islam», ripe­tono Obama, Hol­lande, Came­ron, per­fino Renzi. Nella con­vin­zione pro­fonda che la guerra ridotta all’automatismo dei piloti dei cac­cia­bom­bar­dieri e dei droni, sia più umana di quella dei taglia­gole. È imma­gi­na­bile pen­sare che tanta super­fi­cia­lità cri­mi­nale semini solo tanto odio distil­lato, ter­reno fer­tile poi per altret­tanto cri­mi­nali inte­gra­li­smi rea­zio­nari che navi­gano den­tro un senso comune medio­rien­tale che vede l’Occidente sino­nimo di guerra e stragi?

In que­sti giorni vediamo uno dei risul­tati nefa­sti delle nostre guerre: la cac­cia al cri­stiano in Kenya, men­tre con­ti­nua la guerra civile tra musul­mani e cri­stiani in Nige­ria su cui sof­fia Boko Haram, ma anche la dispe­ra­zione dei cri­stiani siriani e ben prima il ter­rore negli occhi dei cri­stiani ira­cheni. Chi ha dav­vero messo a repen­ta­glio la loro vita se non la «nostra» guerra in Paesi, come l’Iraq, dove prima di tre inter­venti mili­tari americani,cristiani e musul­mani con­vi­ve­vano in pace?

Il papa biso­gnoso di mar­tiri per rifon­dare la sua Chiesa, prega per i cri­stiani per­se­gui­tati. Spe­riamo non tac­cia sul milione e 300mila morti pro­vo­cati in gran parte dalle guerre sta­tu­ni­tensi fatte rin­gra­ziando il dio che bene­dice l’America.

Condividi