Area crisi complessa Terni-Narni/ Marini: è lo strumento per sostenere ripresa
TERNI – “Mettere al centro la ripartenza economica e lo sviluppo di un territorio colpito dalla crisi economica, anche nel cuore del proprio assetto industriale. E il riconoscimento di area di complessa per Terni e Narni dovrà rappresentare lo strumento attraverso il quale le istituzioni, sia locali che nazionali, ed anche il sistema economico nel suo complesso, dovranno sostenere insieme questo processo di ripresa economica”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, concludendo la seduta congiunta dei consigli comunali di Terni e Narni riuniti questo pomeriggio a Palazzo Spada con i sindaci Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti e le giunte comunali sul tema dell’area di crisi complessa Terni-Narni.
“Come Regione – ha detto la presidente Marini - siamo impegnati a mettere a disposizione risorse aggiuntive derivanti dalla programmazione dei fondi comunitari, per ciò che riguarda azioni di politiche industriali, di efficienza energetica, interventi infrastrutturali sia materiali che immateriali, e per le politiche attive del lavoro per i dipendenti delle aziende dell’indotto Ast”.
“Sono tutte misure di grande importanza – ha aggiunto - che devono sostenere la ripresa economica e favorire anche investimenti da parte di nuove aziende. Tutte azioni che noi abbiamo messo in campo e che vorremmo fossero ricomprese nell’eventuale futuro accordo di programma con il Governo”.
“Riteniamo che il territorio che dovrà essere interessato – ha detto ancora la presidente Marini - debba comprendere, oltre all’area dei comuni di Terni e Narni, anche quelle di San Gemini e Stroncone”.
A margine dell'assemblea comunale la Marini, evidenziando il primo passo fatto oggi grazie "all'unita' di intenti delle istituzioni interessate", ha anche sottolineato che "l'area di crisi complessa non e' un obiettivo o una opportunita', ma uno strumento di politica industriale che viene messo a disposizione degli enti territoriali laddove siamo in presenza di una crisi profonda del settore industriale che non puo' essere gestita con le risorse, gli strumenti e le politiche ordinarie".
Secondo la Marini, e' quindi sbagliato ritenere l'area di crisi complessa "un mero strumento di utilizzo di risorse nazionali" perche' centrale sara' "l'elaborazione di un progetto di riqualificazione, riconversione industriale e di politiche di sviluppo mirato".
Dovranno quindi essere messe in rete, ha continuato la Marini, "sia le azioni distinte che gia' la Regione mette in campo con risorse proprie, sia quelle innovative e aggiuntive con la collaborazione di soggetti privati e istituzionali, in primis il Governo". Nello specifico la Regione ha gia' previsto nell'ambito della programmazione di Por, Fse e Fesr e grazie anche ad altri strumenti circa 27 milioni di euro, oltre a quelli programmati in ambito infrastrutturale. Quest'ultimo settore, nell'ambito dell'accordo di programma, potra' prevedere specifici interventi strettamente finalizzati allo sviluppo di progetti industriali, programmi di bonifica e attivazione di interconnessioni viarie e ferroviarie. Se le condizioni tecniche lo permetteranno - ha ribadito -, la Regione e' inoltre intenzionata a comprendere nel progetto di area di crisi complessa anche i Comuni di San Gemini e Stroncone.
Intervenendo all'inizio della seduta il sindaco Di Girolamo aveva sua volta sottolineato che l'obiettivo di Terni e Narni e' "la creazione di un vero e proprio distretto industriale innovativo nel nostro territorio, sapendo che non sono piu' attivi strumenti di concertazione come gli accordi di
programma e i patti di territorio, ma utilizzando lo strumento messo a disposizione dalla legge 134, quello dell'area di crisi complessa.
Crediamo - ha concluso - che ci siano tutti gli elementi per stare dentro questo percorso che puo' aprire una nuova stagione di sviluppo per Terni, Narni e l'Umbria".
Dopo gli interventi istituzionali dei presidenti dei consigli comunali Mascio e Latini e dei sindacidi Terni e Narni Di Girolamo e De Rebotti, è stato lasciato spazio ai rappresentanti delle categorie. Dai banchi normalmente riservati alla Giunta di Palazzo Spada, hanno parlato i rappresentanti di Confindustria Antonio Alunni (“Dobbiamo ricreare le condizioni per iniziare a fare impresa”), di Federmanager Gustavo Brascugli che ha messo in evidenza soprattutto la complessità della situazione nel settore energia con la vendita di EOn, della Camera di Commercio di Terni Giuseppe Malvetani, di Confimpresa Riccardo Ruggeri, della CNA Gianluca Bellavigna, di Confartigianato Michele Medori (“E’ importante fare rete, creare sinergie”), di Coldiretti Massimo Manni (“Occorre prendere in considerazione e valutare ogni strumento”), di Confcommercio Paolo Cianfoni.
E' stata poi la volta dei sindacati con Tasso della Cisl che ha detto di sperare che “da oggi si passi dalle parole ai fatti e si è espresso in favore dell'area di crisi complessa, ma solo se porta vantaggi reali al territorio” e ha fatto notare l'assenza di rappresentanti del settore creditizio. Alessandro Rampiconi, Cgil ha fatto riferimento alla necessità di un’analisi del tessuto sociale ed economico del territorio e ha detto che occorre coniugare vocazione industriale e salvaguardia dell’ambiente». Daniele Francescangeli, Ugl, ha a sua volta rimarcato che l’area di crisi complessa a Piombino non ha portato grossi benefici per lavoratori e l’indotto”.
Subito dopo sono iniziati gli interventi dei rappresentanti dei gruppi consiliari di Terni e Narni.
Al termine della seduta congiunta e dopo l'intervento del presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, i consigli hanno esaminato un atto d'indirizzo comune, che era stato illustrato dal presidente del gruppo del Pd Andrea Cavicchioli, sul riconoscimento dell'area di crisi complessa.
Con l'atto, i consigli comunali di Terni e di Narni impegnano i rispettivi sindaci e giunte a “ad attivarsi con immediatezza nei confronti della Regione dell’Umbria, soggetto preposto secondo la normativa applicabile, per la presentazione al M.I.S.E. dell’istanza per il riconoscimento di Area di Crisi Industriale Complessa per il territorio di Terni e Narni, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e l’individuazione dei riferimenti operativi e dei supporti tecnici idonei”.




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