Imprese umbre dell’ICT, serve innovazione digitale
Siamo in una economia in cui tutti i business stanno diventando digitali, commercio compreso. Dai software nel punto vendita all’e-commerce, dai sistemi di pagamento ai servizi che facilitano l’acquisto, dall’arredamento e allestimento alla sicurezza e sorveglianza del punto vendita, il retail moderno parla digitale. Una prospettiva che però, per le piccole e medie imprese, del commercio come di altri comparti, in cui il digital divide è molto forte, appare ancora abbastanza lontana. Anche perché, a causa della crisi, le imprese contraggono sempre più gli investimenti in innovazione.
Un ruolo fondamentale nel costruire un ponte tra l’oggi e il domani all’interno delle pmi è svolto dalle imprese ICT-Information e Communication Tecnology, che a loro volta devono attivare una “mutazione digitale” per tornare a crescere.
E proprio questa sollecitazione le imprese umbre del settore hanno ricevuto nel workshop dal titolo “La mutazione digitale dell’ICT”, promosso dalla Confcommercio della provincia di Perugia e da Assintel – Associazione nazionale delle imprese ICT, che si è svolto nella sede perugina dell’associazione. L’iniziativa fa parte di un programma di attività specifiche rivolto da Confcommercio alle imprese ICT, specie di medie e piccole dimensioni, a cui l’organizzazione si propone, grazie anche alle competenze specifiche di Assintel, come punto di riferimento globale.
“Il divario digitale è oggi la nuova forma di disuguaglianza ed interessa trasversalmente la società civile e quella imprenditoriale”, ha sottolineato nel suo indirizzo di saluto il coordinatore regionale Confcommercio Federico Fiorucci. “Per questo Confcommercio offre non solo rappresentanza sindacale e assistenza tecnica per la crescita delle imprese ICT, ma anche una “intermediazione culturale” tra ciò che possono offrire e i bisogni del panorama complessivo delle imprese che rappresentiamo. Parallelamente siamo interlocutori delle istituzioni per sensibilizzarle sulle tipologie di interventi e di forme di sostegno più adeguate ad un settore che è strategico per la crescita dell’intera economia. Oggi sostenere e supportare la diffusione dell’innovazione tra le imprese è una nostra priorità ”.
“Le aziende ICT sono al punto di non ritorno: serve una mutazione digitale per tornare a crescere. Nuovi modelli di innovazione - ha aggiunto Andreas Schwalm, responsabile comunicazione Assintel - sono indispensabili per fronteggiare una crisi che non è solo quella trasversale a tutta l’economia, ma è propria del comparto”.
I dati del Rapporto Assintel 2014 evidenziano infatti che, nel contesto di una generale staticità del mercato (+0,7% nel 2014), i picchi negativi sono legati all’IT tradizionale, mentre quelli positivi sono connessi alle trasformazioni digitali. Nel 2014 inoltre, a causa della crisi, il 72% delle imprese ha destinato meno del 2% del proprio fatturato in Information Tecnology, soglia minima per poter sostenere una politica di crescita; il 34% delle aziende ha un budget IT in lieve crescita, il 31% in diminuzione e il 35% invariato.
”Le imprese devono adeguarsi velocemente ai nuovi paradigmi digitali – ha aggiunto Schwalm - riformulando sia la propria offerta sia i propri processi interni, oppure rischieranno di restare ai margini, perdendo l’opportunità di agganciarsi alla crescita. E’ una mutazione genetica di tipo tecnologico, culturale e economico”.
L’incontro di Perugia ha fornito ai partecipanti non solo un quadro delle criticità e degli strategie da attuare per affrontarle, ma anche un momento di networking: alcune delle aziende presenti hanno presentato brevemente alle altre imprese una business case di successo, con lo scopo di trovare partnership, stimolare e ricevere nuove idee, creare progettualità comuni, fare rete, in un mercato che oggi chiede sempre più servizi integrati orientati al risultato.
I DATI DEL MERCATO ICT IN ITALIA (RAPPORTO ASSINTEL 2014)
Il mercato IT nel 2014 vale 24.300 milioni di euro, con una lievissima crescita del +0,7% rispetto allo scorso anno, dovuta in gran parte alle buone performance dei segmenti legati alla trasformazione digitale.
L’Hardware continua a contrarsi (-1,6%) trascinato dal declino dei PC, attorno al -20%, e solo in parte controbilanciato dalla crescita di Smartphone (+9,3%) e Tablet (+5%).
Il Software tiene banco (+1,1%), rallentato dal segno meno dei Software di Sistema (-4,4%) e dei vecchi Gestionali (-8,3%), mentre i segnali postivi arrivano da Digital Marketing (+29,1%), Internet of Things (+13,6%), Business Intelligence, Analytics e Big Data (+6,2%), connessi con la trasformazione del consumatore digitale.
I Servizi IT continuano a decrescere (-1,7%), trascinati dal ribasso delle tariffe professionali. Le note positive sono legate alla consulenza manageriale (+2,1%) e ai servizi di Datacenter (+3,3%), quelle negative riguardano i servizi di System Integration e Sviluppo Software (-3,2%), di infrastruttura (-6,3%) e la Formazione (-5,2%).
Inarrestabile la crescita dell’universo del Cloud Computing (+22%), sia nella componente classica (+33%) sia in quella di Business Process as a Service (+13%).
Continuano a calare tutti i segmenti di mercato legati alla spesa pubblica in IT, che nel contempo innesca forti dinamiche di downpricing a svantaggio delle aziende dell’Offerta: PA Centrale -4,1%, Enti locali -3,9%, Sanità -3,1%. Anche il Commercio resta negativo (-1,6%), l’Industria è ferma (-0,2%), mentre tornano a crescere i big spender: Banche (+3,2%), Assicurazioni (+3,1), TLC (+3,3%) e Utility (+4,4%).
Sono in lieve ripresa gli investimenti in IT delle Grandi Aziende (+0,8%) mentre restano negativi quelli di Piccole (-3,4%) e Micro imprese (-2,3%).




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