PERUGIA - "La liberta' di non coltivare Ogm, sancita dall'Unione europea al termine del semestre di presidenza italiana, e' un fatto importante anche per l'Umbria e per i suoi prodotti agroalimentari": e' quanto afferma Coldiretti Umbria nel commentare positivamente il via libera finale dell'Europarlamento alla direttiva che consentira' ai Paesi membri dell'Ue di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo.

"E' una decisione - afferma, in una nota, Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria - che rispetta innanzitutto la volonta' dei cittadini, il 76 per cento dei quali (in pratica otto su dieci) si oppongono al biotech nei campi; inoltre tutela i prodotti tipici che sono la vera ricchezza della nostra
agricoltura famosa in tutto il mondo".

"La vera sfida per la nostra economia agricola – aggiunge Agabiti - e' quella della tracciabilita' e dell'origine, nel rispetto dell'identita' e della qualita' dei prodotti tipici nostrani e di quelli a denominazione d'origine riconosciuti dall'Ue".

"Gli organismi geneticamente modificati in agricoltura - ribadisce Diego Furia, direttore regionale Coldiretti – non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che e' il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy e del Made in Umbria".

Secondo un'analisi di Coldiretti - e' detto ancora nella nota - nell'Unione europea, nonostante l'azione delle lobby che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque Paesi, su 28, a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico Mon810 seminati nel 2013, la quasi totalita' dei quali in Spagna (136.962 ettari).

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