di Leonardo Caponi

 

PERUGIA - Non vorrei essere troppo malizioso, ma credo che il dato strabiliante delle regionali di ieri, che è rappresentato dall'affluenza alla urne più bassa in Emilia che in Calabria, sia derivato dal fatto che molti elettori Pd si sono astenuti per non votare Renzi, ma nemmeno la destra o altri partiti. In ogni caso quelle del Pd mi sembrano vittorie di Pirro, costruite entrambe, su un deserto di partecipazione politica e sfiducia che non lasciano presagire nulla di buono per il nostro Paese. Le nuove chiacchere enfatiche radiofoniche di questa mattina di Renzi sul "cambieremo l'Italia contro i gufi", oltre che una "eccezionalità" mediatica mai vista prima, mi sembrano, più che mai, illusioni e stupidaggini.

Dov'è nell'Italia di oggi la temperie dei grandi cambiamenti positivi?! Un leader che guida una grande trasformazione sociale condivisa, dovrebbe infondere fiducia, entusiasmo e riportare la gente all’impegno sociale e alla politica. Il segnale è invece drammatico. Anche queste elezioni danno il ritratto dell’Italia come un Paese stremato economicamente e democraticamente. Un Paese che invece delle ciarle di un illusionista che fa gli interessi della elite ricca che comanda (e che è quasi la sola rimasta a votare), avrebbe bisogno sul serio di una nuova politica, una politica di rottura con l’ideologia del mercato e della semplificazione autoritaria della democrazia, per  parlare alle masse crescenti degli esclusi e al popolo lavoratore, per farli tornare protagonisti di un cambiamento, non fasullo, ma vero.

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