di Antonio Sciotto

È una piog­gia di tagli la legge di sta­bi­lità, e man mano che si va defi­nendo emer­gono nuove sor­prese. Spia­ce­voli. Ad esem­pio, le Regioni hanno cal­co­lato che oltre ai 5,8 miliardi di minori entrate già cal­co­late (i 4 di Renzi più il lascito dei governi Monti e Letta), dovranno rinun­ciare a ulte­riori 450 milioni di euro a causa della pre­vi­sta riforma dell’Irap. Ancora, secondo i conti dell’associazione Link, all’università potreb­bero venire a man­care 300 milioni. E i con­su­ma­tori denun­ciano il rischio di una pos­si­bile stan­gata da 606 euro a famiglia.

Ma soprat­tutto a far discu­tere è il “bonus neo­mamma” o “bonus bebé” annun­ciato a sor­presa dome­nica sera da Mat­teo Renzi durante la tra­smis­sione di Bar­bara D’Urso: costo 500 milioni di euro per il primo anno. Ovvia­mente, come d’altronde tutto il resto della legge, non è ancora spe­ci­fi­cato, ma secondo le dichia­ra­zioni della mini­stra Bea­trice Loren­zin (che in quanto Ncd inte­sta al pro­prio par­tito que­sto soste­gno alle fami­glie) si trat­te­rebbe di 80 euro al mese nei primi 3 anni di vita del bam­bino, per i nati dal 2015 in poi: andreb­bero ai nuclei con uno o più figli e con red­dito annuo fino a 90 mila euro, men­tre dai 90 mila euro in su se ne avrebbe diritto solo dal terzo figlio in poi. Per i red­diti fino a 26 mila euro si som­merà agli 80 euro da bonus Irpef.

La misura è stata cri­ti­cata da Pippo Civati – che ha anche annun­ciato il voto con­tra­rio sullo “Sblocca Ita­lia” — e per la stesse ragioni addotte dal pid­dino “dis­si­dente” ha mostrato per­ples­sità la Cgil: "Sono soldi spesi male – osserva Ros­sana Det­tori, segre­ta­ria Fp Cgil – Con le stesse risorse messe sul piatto dal pre­si­dente del con­si­glio, 500 milioni in 3 anni, si potreb­bero atti­vare 1000 asili per 60 mila bam­bini, creando al tempo stesso 12 mila posti di lavoro".

Attacca la norma anche la lea­der Cgil, Susanna Camusso: "Non so se l’intervento potrà essere coperto dal fondo pre­vi­sto nella legge di sta­bi­lità e mi col­pi­sce che non si decida mai una poli­tica orga­nica sulla povertà – com­menta – Ci vedo anche il rischio che possa essere con­trad­dit­to­rio con il lavoro delle donne".

Sul fronte delle Regioni ancora si tratta. Il pre­si­dente della Con­fe­renza dei gover­na­tori, Ser­gio Chiam­pa­rino, ha pro­po­sto uno scam­bio: le ammi­ni­stra­zioni rinun­ce­reb­bero ai 2 miliardi desti­nati alla sanità dal Patto per la salute, rimo­du­lando in cam­bio i 4 miliardi di tagli pre­vi­sti da Renzi. Soldi che però, come abbiamo già detto, in realtà si vanno a som­mare ad altre cifre decurtate.

Il coor­di­na­tore degli asses­sori al Bilan­cio, Mas­simo Gara­va­glia (Lom­bar­dia), ha cal­co­lato che "oltre ai 5,8 miliardi di tagli (tra Salva-Italia, dl Irpef e legge di Sta­bi­lità 2015), le Regioni dal pros­simo anno dovranno far fronte anche a un calo del get­tito di 450 milioni per effetto del taglio dell’Irap pro­po­sto dal governo". Quindi la triade Monti-Letta-Renzi pese­rebbe per 6,2 miliardi su bilanci già disastrati.

Cata­stro­fico anche il costo per le uni­ver­sità: "L’articolo 28 della legge di sta­bi­lità pre­vede tagli per cen­ti­naia di milioni di euro su spese e ser­vizi – spiega l’associazione stu­den­te­sca Link – Vanno aggiunti 18,8 milioni di decur­ta­zione del Fondo 2015–2016 pre­vi­sta dal decreto Irpef e 170 milioni di tagli già dispo­sti per il 2015 e non abro­gati. Sono 287,5 i milioni di euro di tagli pre­vi­sti per il 2015".

Secondo Adu­sbef e Feder­con­su­ma­tori, la mano­vra è "reces­siva e con coper­ture alea­to­rie, come il recu­pero di 3,8 miliardi di eva­sione". Inol­tre "addossa a Sanità, Regioni ed enti Locali oneri per circa 8 miliardi di euro che dovranno essere coperti da nuove tasse, sti­mate in almeno 330 euro per ogni nucleo fami­liare, anche per pagare l’Irap delle imprese". Ma ci sono anche "14 euro dall’inasprimento delle tasse sui fondi pen­sione; 23 euro dall’anticipo Tfr delle ban­che; 239 euro per la clau­sola di sal­va­guar­dia rin­caro Iva dal 4 al 10% su pane, latte, pasta. Per un totale di 606 euro".

Lo sgra­vio con­tri­bu­tivo sui neoas­sunti, infine, ha spie­gato il con­su­lente di Renzi, Yoram Gut­geld, varrà 1,9 miliardi di euro: dai 6200 agli 8060 euro l’anno, dando luogo secondo il governo a ben 800 mila nuovi posti in 3 anni.

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