di Federico Fabrizi da Il Messaggero

 

PERUGIA - Sinistra nel centrosinistra: sì, no, forse. «Di certo vale la pena provarci», dice la lady di ferro di Sel Elisabetta Piccolotti. La 32enne, responsabile nazionale della comunicazione di Sinistra ecologia e libertà e capogruppo al Comune di Foligno, qualche idea ce l'ha: «Sinistra giovane, ecco cosa serve», dice lei. 

Piccolotti, per qualcuno il classico centrosinistra umbro è finito e la sinistra sta altrove.
«Beh non credo si possa guardare al tema della coalizione di centrosinistra con l'idea dentro o fuori a prescindere. Il centrosinistra per me vale la pena di essere esplorato: è la strada che può portare a vincere le elezioni e proporre politiche avanzate di cambiamento».

Tra Perugia, Foligno e Terni alle amministrative ne avete fatte di tutti i colori.
«Si vedono difficoltà di omogeneità di un progetto, noi siamo disponibili a discutere con tutti e non diamo per scontato l'esito. Io a Foligno ho ottenuto il 7 per cento non dopo la semplice scelta di qua o di là. Prima ho chiesto le primarie che non abbiamo ottenuto. Va ripetuto questo processo: valutare il centrosinistra come valore e opportunità, discutere di metodo e contenuto, se le altre forze non lo permettono allora possiamo anche correre da soli ma prima bisogna provarci».

Anche il Pd di Renzi non è così male, insomma.
«A livello nazionale il Pd ha scelto l'alleanza con Ncd, ma le ricette di Renzi nonostante tanta enfasi non danno i risultati sperati. In Umbria vale la pena tenere la barra su una certa esperienza iniziata parecchi anni fa. Il centrosinistra va intesa come possibilità per uno scatto in avanti».

La Marini non è Renzi giusto?
«Si deve partire da una proposta politica, un programma. Non do nulla per scontato ma c'è una discussione da fare e io voglio farla. La sinistra dovrà avere un ruolo avanzato, mettendo a disposizione idee e persone, meglio se giovani. Fatta la discussione si può dire sì o no».

E la costituente a sinistra?
«Visto il dibattito di questi giorni la strada pare dura, noi siamo disponibili a parlare con tutti. Però la sinistra umbra deve uscire da un atteggiamento sostanzialmente minoritario e dall'opposizione a prescindere. E basta tenere sempre la stessa veste che a volte pare vecchia e usurata: serve anche una spinta innovativa. Io metterei nel piano del lavoro le stratup d'impresa e il tema delle Partite Iva. Per me serve una sinistra giovane, in Umbria a volte è stato complicato: certe incrostazioni di potere hanno bloccano le spinte all'innovazione».

Piccolotti, intanto però vanno scelti i presidente delle nuove Province.
«La riforma è sbagliata e non do un'importanza capitale a questo appuntamento, ma di fronte al rischio che la divisione a sinistra favorisca il centrodestra è opportuno un dialogo col Pd e tutto il centrosinistra, lavorando per la più ampia rappresentanza della sinistra».

Va bene Mismetti presidente?
«Aspetto di vedere le candidature ufficiali, per ora dico di partecipare alle scelte e alle decisioni, quando ci sarà un nome ci esprimeremo».

E la legge elettorale?
«La nostra proposta è lo schema delle vecchie Province: sub collegi uninominali dentro un collegio unico in cui calcolare un premio di maggioranza che garantisca governabilità e poi tutela della rappresentanza di genere. Ma certa politica la smetta di studiare il sistema più facile per restare lì, proviamo piuttosto a far riavvicinare i cittadini».

http://www.ilmessaggero.it/UMBRIA/elisabetta_piccolotti_sel_rifondazione...

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