Casartigiani: “La crisi dei corpi intermedi riguarda anche le Camere di commerci
PERUGIA - Il coordinamento Regionale di CASARTIGIANI UMBRIA ha affrontato la discussione sul ruolo delle Camere di commercio, nella prospettiva della rappresentanza dei corpi intermedi e delle recenti iniziative di modifica del quadro normativa. Si tratta di un problema che nasce da lontano e si accentua in questo frangente, perché l’attuale governo, indicando le Camere di commercio come un ente quasi ridondante rispetto all’architettura istituzionale complessiva, ha iniziato la fase di cancellazione, prefigurandone la morte lenta, per costante riduzione delle risorse finanziarie.
Un’operazione che riscuote un largo consenso anche tra gli imprenditori, perché il taglio del contributo camerale viene visto come la riduzione di un contributo, universalmente paragonato a una “tassa” per la sussistenza di un Ente che gli stessi imprenditori sentono molto distante e che viene percepito come un “carrozzone” gestito da pochi.
Tentare di spiegare le positive ricadute che le Camere di commercio potrebbero avere sul territorio diventa, di conseguenza, un’impresa che rischia di infrangersi contro un luogo comune, alimentato anche da errati comportamenti e da un’evoluzione negativa del ruolo e delle funzioni degli Enti che le stesse Associazioni di categoria hanno contribuito a realizzare. Sono pochi, infatti, i territori provinciali dove la “governance” di questi Enti non abbia creato conflitti e divisioni laceranti tra le organizzazioni, per il controllo degli organismi gestionali o per questioni di piccolo cabotaggio. Anche nelle due province umbre non sono mancati, negli anni passati, episodi negativi o polemiche di retroguardia.
La riflessione di CASARTIGIANI UMBRIA, attraverso i suoi rappresentanti di Perugia, Ivo Scacciatelli, e di Terni, Ivano Emili, conduce alla presa d’atto del cammino intrapreso di riforma avviato dal Governo e dal Parlamento che, se portato alle estreme conseguenze, porterà all’epilogo dell’esperienza camerale se non si introdurranno alcuni elementi capaci di dare una vera e reale percezione di utilità al tema della rappresentanza delle imprese e delle attività economiche del territorio.
Le imprese tutte, devono avere la reale consapevolezza che questo ente è utile e strategico per sostenere la vita e soprattutto la crescita del mondo delle imprese e del territorio che le circonda.
La proposta di CASARTIGIANI UMBRIA è, quindi, quella di restituire alle Camere di commercio il ruolo fondativo di soggetto erogatore di servizi soprattutto per le piccole e medie imprese, quelle che hanno più difficoltà nella crescita e nello sviluppo, come nella competitività. Ciò sarà possibile solo attraverso una comprensione dell’assunto che la percezione negativa delle imprese si può superare esclusivamente facendo ricadere sulle imprese stesse i benefici degli interventi camerali, eliminando molti degli “intermediari strutturali”.
Si propone, dunque, di avviare una nuova stagione di rilancio dei servizi camerali, puntando su una loro erogazione a sportello, garantendo efficienza ed utilità soprattutto per le imprese sottodimensionate.
E’ di tutta evidenza, peraltro, che tale processo può essere avviato solo superando un modello di governance delle Camere di commercio che si è fatto autoreferenziale e circoscritto a pochi, per introdurre modelli organizzativi e gestionali più democratici e diretti. Tutte le imprese, democraticamente, devono partecipare alla composizione della governance dell’Ente, anche attraverso nuovi strumenti di elezione degli organismi statutari.
Le nuove Camere di commercio che usciranno dalla riforma devono, inoltre, proiettarsi sempre di più verso l’integrazione territoriale, guardando l’omogeneità e la funzionalità futura dello sviluppo. Ben venga un unico ente Camerale Regionale, ma occorrerà porsi il tema dell’interscambio territoriale, guardando oltre i confini dell’Umbria e puntando ad includere nel processo anche quei territori omogenei che possono favorire dinamiche di sviluppo e crescita delle opportunità di business e di dialogo reciproco. Si tratta, in prospettiva, di pensare allo sviluppo di un’area vasta dell’Italia centrale, che sarà sempre di più in evoluzione.
CASARTIGIANI UMBRIA, attraverso i suoi presidenti Scacciatelli ed Emili, sottolinea dunque l’assoluta necessità che il nuovo Ente camerale camerale umbro si attivi immediatamente per aprire un vero confronto all’interno del mondo delle imprese, consegnando agli operatori economici e produttivi un soggetto all’altezza delle aspettative, capace di cogliere ed affrontare la sfida del cambiamento, anche a costo di mettere in discussione rendite consolidate.




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