Nella riunione del 25 luglio 2014 sono stati iscritti nelle liste di mobilità (legge 223/91) 259 lavoratori e lavoratrici (39 donne), provenienti da 30 aziende della provincia di Perugia. Tale situazione è riferita praticamente al solo mese di luglio e più precisamente al periodo 20 giugno - 25 luglio. Già in precedenza c’erano stati altri lavoratori inseriti nelle liste di mobilità, dalla Commissione provinciale tripartita per le politiche del lavoro della provincia di Perugia. Praticamente persone licenziate che hanno perso il lavoro.

Questa continua ad essere la vera emergenza del’Umbria e dell’Italia: il lavoro. La situazione dell’Umbria e del Paese è caratterizzata dalla crisi, da una crescente disoccupazione e dalla perdita di imprese manifatturiere e dei servizi. "Non si esce positivamente dalla crisi - afferma Alessandro Piergentili della CGIL Perugia - se non si determinano investimenti pubblici e politiche industriali che facciano ripartire lo sviluppo, la ricerca e l’innovazione creando lavoro e non bruciando posti di lavoro. Su questo, si misura la capacità della volontà di cambiamento delle classi dirigenti dell’Umbria e del Paese."

"Sono necessarie scelte ed atti coerenti rispetto alla vera emergenza - conclude Piergentili - scelte ed atti che CGIL CISL UIL hanno più volte elencato e sottoposto la Governo Nazionale ed alla Regione, a partire da un serio piano straordinario per il lavoro in Umbria che dia risposte concrete e praticabili."

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