PERUGIA  – “Le Regioni intendono rispettare la scadenza del 22 luglio per la presentazione dei Piani Operativi dei fondi strutturali europei, in modo da poter contare sulla copertura economica della programmazione regionale, già a partire dal prossimo autunno”: lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in apertura del Tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo dell’Umbria, nel corso del quale sono stati presentati il Programma operativo regionale Umbria Fesr 2014-2020 ed il Piano di sviluppo rurale per l’Umbria  2014-2020 che la Regione Umbria assumerà nel nuovo periodo di programmazione.

“Entrambi i programmi – ha riferito la presidente  - sono stati oggetti di un percorso approfondito che ha già recepito le richieste di modificazioni da parte della commissione europea ed entrambi puntano ad utilizzare al meglio le risorse facendo leva sull’innovazione, la competitività  delle imprese e sulla  qualità del lavoro anche attraverso uno stretto contatto tra il mondo della formazione e quello delle aziende”.

La presidente, dopo aver informato “che le Regioni sono state convocate domani a Roma per un incontro a Palazzo Chigi che verterà proprio sulla programmazione 2014-20120”, è entrata nel merito dei contenuti dei documenti sottoposti alla valutazione del tavolo: il Programma Operativo Fesr 2014-2020 si propone di sostenere azioni incisive per supportare una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva dell’Umbria nel contesto nazionale ed europeo. Ciò per affrontare la sfida della  specializzazione ed innovazione della regione, della competitività del sistema produttivo, della tutela e valorizzazione delle risorse territoriali e di uno sviluppo sostenibile. Il programma, con una dotazione complessiva di 356 milioni 280 mila euro derivanti da diverse fonti finanziarie (comunitarie, nazionali e regionali), concentra le risorse disponibili secondo un approccio integrato su un numero limitato di obiettivi tematici, a cui corrispondono cinque  Assi prioritari di intervento  in materia di ricerca innovazione, crescita digitale, competitività delle “pmi”, energia sostenibile, ambiente e cultura e a cui si aggiunge l’Asse dedicato allo sviluppo urbano sostenibile, come previsto dalla regolamentazione comunitaria. Il tutto per  assicurare nel medio-lungo periodo risultati di rilievo sul contesto socio-economico regionale.

Il “Psr” per l’Umbria 2014-2020, illustrato a grandi linee dall’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, ha come obiettivo quello di  stimolare la competitività del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’azione per il clima e realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, con la creazione e il mantenimento dell’occupazione sono invece le principali finalità del Programma di sviluppo rurale per l’Umbria 2014-2020. Le strategie delineate nel documento si articolano in sei priorità, coerenti con la nuova PAC e con le finalità di Europa 2020, da perseguire attraverso strumenti attuativi (18 misure e 58 sottomisure) per un importo totale di risorse pubbliche programmate di oltre 876 milioni di euro, in pratica il 10 per cento in più rispetto alla passata programmazione.

scheda “por fesr” e  “psr” 2014-2020 per l’umbria - Il Programma operativo regionale Umbria Fesr 2014-2020 ed il Piano di sviluppo rurale per l’Umbria  2014-2020 dettano le linee, in coerenza con quanto previsto dalle normative comunitarie e nazionali, degli obiettivi, strategie, azioni e misure che la Regione Umbria assumerà nel nuovo periodo di programmazione. La dotazione finanziaria di risorse pubbliche ammonta complessivamente a più di mille 200 milioni di euro.

In particolare il Programma Operativo Fesr 2014-2020 con una dotazione complessiva di 356 milioni 280 mila euro derivanti da diverse fonti finanziarie (comunitarie, nazionali e regionali), concentra le risorse disponibili secondo un approccio integrato su un numero limitato di obiettivi tematici, a cui corrispondono cinque  Assi prioritari di intervento  in materia di ricerca innovazione, crescita digitale, competitività delle “pmi”, energia sostenibile, ambiente e cultura e a cui si aggiunge l’Asse dedicato allo sviluppo urbano sostenibile, come previsto dalla regolamentazione comunitaria. Il tutto per  assicurare nel medio-lungo periodo risultati di rilievo sul contesto socio-economico regionale.

Il primo degli Assi individuati (ricerca innovazione)  si avvale di una disponibilità finanziaria di circa il 29%  del costo totale del Programma,  pari ad oltre 103 milioni di euro, allo scopo di incrementare l’attività di innovazione delle imprese, rafforzare il sistema innovativo regionale e nazionale, accrescere la collaborazione fra imprese e strutture di ricerca e il loro potenziamento e  aumentare l’incidenza  di specializzazioni innovative in perimetri applicativi ad alta intensità di conoscenza.

 Al  secondo asse  (crescita digitale) sono stati assegnati quasi 32  milioni di euro, pari al 9% delle risorse, con la finalità di  ridurre i divari digitali sui territori, digitalizzare i processi amministrativi e la diffusione di servizi digitali  della PA offerti a cittadini e imprese (in particolare nella sanità e nella giustizia) e  potenziare a domanda di ICT di cittadini e imprese in termini di utilizzo dei servizi online, inclusione digitale e partecipazione in rete.

Il  terzo Asse (competitività delle “pmi”) dispone del 24% delle risorse per quasi 80 milioni di euro,  allo scopo di sostenere il rilancio degli investimenti del sistema produttivo, lo sviluppo occupazionale e produttivo in aree territoriali colpite da crisi diffusa, consolidare, modernizzazione e diversificare i sistemi produttivi territoriali, incrementare il livello di internazionalizzazione e  migliorare l’accesso al credito, al finanziamento delle imprese e alla gestione del rischio in agricoltura.

Al  quarto Asse (energia sostenibile) viene assegnato il 21,5% delle risorse totali, pari i a circa 46 milioni di euro, finalizzato alla riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, all’integrazione di fonti rinnovabili,  alla  riduzione dei consumi energetici e delle emissione nelle imprese e alla integrazione di fonti rinnovabili.

Il quinto Asse (ambiente e cultura)  si avvale di quasi 36 milioni di euro, pari al 10% delle risorse totali, allo scopo di  migliorare le condizioni e gli standard di offerta e fruizione del patrimonio nelle aree di attrazione naturali e culturali, e rendere più competitive le destinazioni turistiche.

L’ultimo asse (sviluppo urbano sostenibile)  può contare su oltre 46 milioni 800 mila euro (il 13,1 del totale) per sostenere, tra l’altro,  la digitalizzazione dei processi amministrativi e la diffusione di servizi digitali  della PA per cittadini e imprese; il rilancio della propensione agli investimenti del sistema produttivo, la diffusione e rafforzamento delle attività economiche a contenuto sociale, la riduzione dei consumi energetici e l’integrazione di fonti rinnovabili, l’incremento della  quota di fabbisogno energetico coperto da generazione distribuita, sviluppando e realizzando sistemi di distribuzione intelligenti e  l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane. 

 

 

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