Cig in deroga. Riommi: "No ci servono regole, ma soldi"
Dopo la lettera inviata dal Ministero dell’Economia agli assessori di tutte le regioni, con l’invito a non fare accordi per la cassa integrazione in deroga superiori a otto mesi, l’assessore regionale Vincenzo Riommi entra nel dibattito affermando che l’Umbria è già una regione virtuosa e dunque non ha bisogno di regole, ma ha bisogno che il Governo assegni subito i soldi che spettano a questa regione.
Riommi ricorda come la cassa integrazione in deroga sia nata come “misura eccezionale per dare un copertura a quelle aziende colpite dalla crisi economica che non hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria”.
Considerando che, per questa misura, le Regioni mettevano a disposizione la maggior parte dei soldi e che queste erano state autorizzate a fare le proprie regole, ciò ha prodotto grandi divari a livello nazionale, con le regioni del centro-nord che hanno esteso la cig in deroga per tentare di aiutare la maggior parte delle imprese a superare la crisi, mentre quelle del sud hanno destinato le risorse alla mobilità, che tradotto, significa accompagnare le imprese alla chiusura. In questo scenario l’Umbria, che anch’essa ha fatto le proprie regole, per l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Riommi “è stata una Regione virtuosa. Ma è fuori discussione che si debbano fare regole comuni per tutti, in quanto sono tutti gli italiani a pagare questo strumento attraverso le tasse”.
Ad oggi l’Umbria è stata in regola in quanto ha pagato tutto il 2013 ed anticipato addirittura parte del 2014 con risorse residue, ma il problema, per Riommi è che “ci siamo dovuti inventare le procedure e continuiamo ad applicare le nostre regole, sulle quali qualcosa da ridire ci sarebbe, poiché il Governo non ci dice cosa dobbiamo fare non avendo emanato atti amministrativi per sbloccare le risorse, determinando ritardi in tutte le Regioni e nel caso della nostra regione, pur avendo io fatto le autorizzazioni, l’Inps non ha soldi pagare”.
Per trovare le risorse necessarie per questo ammortizzatore sociale, l’assessore regionale Riommi ha una sua ricetta “Facciamo pagare la cassa integrazione a tutte quelle aziende che non la pagano, che peraltro fanno concorrenza a chi la paga”. Questa misura, infatti, la pagano le imprese manifatturiere con più di 15 dipendenti mentre gli artigiani no; pagano le imprese di commercio che hanno più di 50 dipendenti, le altre no; la cooperazione non paga e se si considera che in Umbria le Coop sociali contano 8mila dipendenti, di cui 2mila in cassa integrazione, la cosa non è di poco conto. Perciò secondo l’assessore regionale allo Sviluppo Economico “chi non ha la copertura degli ammortizzatori sociali è perché non paga, non per altro, e si sta parlando della metà degli italiani. La cassa in deroga è stata istituita per questo, ma è del tutto evidente che mancano risorse e così non si va avanti”




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