ISOLA POLVESE  – Se è la qualità declinata nelle tre componenti agroalimentare, ambientale e sociale il risultato da consolidare e migliorare con il nuovo Programma di sviluppo rurale da qui al 2020, l'Umbria ha già dalla sua parte un terreno reso fertile dal lavoro e dagli investimenti messi in campo finora dalle istituzioni e dalle imprese agricole. "Abbiamo lavorato in modo efficace in questi anni, come dimostrano gli importanti risultati raggiunti con l'attuazione della programmazione che si sta completando, investendo in ricerca e innovazione", ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, a conclusione della seduta annuale del Comitato di Sorveglianza del Programma di sviluppo rurale 2007-2013, riunitosi nell'intatto scenario naturalistico dell'Isola Polvese, sul lago Trasimeno.

"Un esempio – ha rilevato – del valore aggiunto, anche in termini di qualità ambientale e rispetto della biodiversità, che abbiamo saputo assicurare anche con le misure e gli strumenti della nostra programmazione".

Quanto sia stato fruttuoso l'impegno per l'ammodernamento e la competitività delle imprese agricole e agroalimentari, così come per dotare il territorio rurale di quella rete di servizi – dalla viabilità rurale alle infrastrutture telematiche, queste ultime con un investimento per la banda larga di circa 4 milioni di euro – indispensabile per la qualità della vita di chi vive e opera nel territorio rurale, è dimostrato anche dai numeri, illustrati oggi nella seduta del Comitato. L'Umbria è pronta a partire con la nuova programmazione per i prossimi sette anni con in bilancio una spesa pubblica effettuata di circa 550 milioni di euro, il 70 per cento della spesa programmata pari a 785 milioni, segno della vitalità dell'agricoltura umbra e della capacità dell'azione della Regione di intercettarne esigenze e potenzialità.

A oggi, complessivamente, sono 45mila le domande di aiuto pervenute per le 34 misure attivate nei quattro Assi, di cui 43mila ammesse e circa 40mila finanziate. Tutte le risorse assegnate al Programma, al 31 dicembre 2013, sono state  sostanzialmente impegnate; per garantire la piena efficacia e la completa utilizzazione di tutte le risorse pubbliche, è stata sono stati emanati nuovi bandi e utilizzate  ulteriori graduatorie, grazie a una rimodulazione finanziaria e attingendo alle risorse della nuova programmazione 2014-2020 per la possibilità dell'overbooking finanziario.

Lo "sprint" impresso negli ultimi tre anni, con pagamenti attestatisi sui 100 milioni di euro, e in particolare nel 2013 quando hanno raggiunto i 117 milioni, ha spiegato il coordinatore regionale Ciro Becchetti, in qualità di Autorità di gestione del "Psr" 2007-2013, ha attestato l'Umbria al primo posto fra le Regioni che si avvalgono di Agea quale organismo pagatore e, nel confronto fra tutte le Regioni italiane, nel top delle più virtuose. Ad oggi, ha detto Becchetti, è stato già superato di 4 milioni di euro il "target" di spesa fissato per il 2014 e, dunque, non solo è ancora una volta scongiurato il rischio di disimpegno automatico delle risorse, ma entro la scadenza del 31 dicembre 2015 si può considerare raggiungibile il traguardo dell'utilizzo del 100 per cento delle risorse pubbliche.

"L'Umbria fa registrare un buon progresso rispetto al 2012, anche con una crescita dell'efficienza degli investimenti", ha sottolineato il Valutatore indipendente del "Psr", la società Agriconsulting di Roma, rappresentata oggi da Maria Lucia Minerva ed Ernesto Fino. Sono stati valutati i risultati rispetto alle sei priorità del Programma, dalla promozione del trasferimento di conoscenze e di innovazione, al potenziamento della competitività dell'agricoltura e della redditività, dalla promozione delle filiere agroalimentari ai provvedimenti per l'ambiente, all'impegno per l'inclusione sociale nelle zone rurali. Il Valutatore ha misurato anche gli impatti socioeconomici e ambientali, giungendo a considerare "positivo" il contributo del "Psr" agli obiettivi assunti a inizio programmazione. Bene anche la strategia "tabacco" messa in atto dalla Regione che "incide positivamente sulle aziende tabacchicole che aderiscono al Psr", con "buoni risultati anche nelle misure in cui la strategia è applicata alle aree tabacchicole".

Risultati coronati stamani dall'approvazione del Rapporto annuale di Esecuzione 2013, per il quale è pervenuto il parere favorevole del Ministero delle politiche agricole e che ora sarà trasmesso alla Commissione Europea.

"Quanto è stato fatto non può e non deve essere disperso – ha detto l'assessore Fernanda Cecchini – Per il nuovo Programma di sviluppo rurale, l'Umbria è riuscita a incrementare significativamente le risorse a disposizione, che ammonteranno a poco meno di 900 milioni di euro, e ci sono tutte le condizioni per un lavoro ancora migliore rispetto a quello svolto finora.

 "Tra i risultati conseguiti in un periodo difficile di crisi e nonostante le nostre piccole dimensioni, ci siamo fatti valere – ha ricordato a titolo di esempio – per quantità di risorse, oltre 20 milioni di euro, e per numero di progetti nella promozione dell'innovazione di processo e di prodotto".

"Una strategia vincente, quella della stretta collaborazione tra istituzioni, imprese agricole, università e centri di ricerca – ha aggiunto – che ha già dato buoni frutti e che rafforzeremo nei prossimi anni".

Per il nuovo Programma di sviluppo rurale i tempi si stanno avvicinando: entro il 22 luglio prossimo la proposta dell'Umbria dovrà essere presentata alla Commissione Europea. Una scadenza che sarà preceduta da una serie di incontri sul territorio, altri ne sono stati svolti nei mesi scorsi, e, lunedì prossimo 23 giugno, dalla riunione del Tavolo Verde, per raccogliere ulteriori contributi e suggerimenti sul documento messo a punto dagli uffici dell'Assessorato regionale.

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