La Regione Umbria promuove il “Cigex” per l’internazionalizzazione delle imprese
(Avi News) – PERUGIA – Un’opportunità di collaborazione e sviluppo verso il mercato estero cinese per imprese e i centri di ricerca impegnati nel settore “green”. Vuole essere questo “Cigex China Italy green exchange”, progetto interregionale promosso da Ministero per lo sviluppo economico e Ice, agenzia per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiana all’estero, che interessa quattro regioni italiane, tra cui l’Umbria. Progetto che, a livello locale, insieme alla Regione, vede il Centro estero Umbria come soggetto attuatore al fine di realizzare una serie di azioni che, in relazione al settore indicato, potrebbero interessare il Polo Umbria energia e imprese locali.
L’iniziativa, che è nella sua fase di lancio, è stata presentata, martedì 17 giugno, nella sede regionale di palazzo Broletto, a Perugia, da Luigi Rossetti e Franco Billi, rispettivamente responsabile del coordinamento imprese lavoro e dirigente servizio politiche per il credito e l’internazionalizzazione delle imprese della Regione Umbria, Antonino Laspina, direttore di Ice Pechino, e Massimiliano Tremiterra, direttore del Centro estero Umbria. Presente all’incontro anche Mauro Zenobi in rappresentanza del Polo Umbria energia e Pier Luigi Angelantoni, presidente del Centro estero Umbria.
“Cigex” intende aprire un ponte di collegamento verso il mercato economico cinese individuando dei partner tra gli operatori in loco e creando dei percorsi di formazione e scambio. È rivolto a soggetti che operano nel settore “green” che hanno la possibilità di presentare le domande entro il 2 luglio, sottoposte, poi, a selezione. Cigex prevede momenti di formazione e scambio per le imprese, sia in Italia che in Cina e, come fase finale, la partecipazione collettiva alla fiera Ciepec Pechino a luglio 2015.
“Quello della green economy – ha dello Laspina – è un settore molto importante e può costituire un’immensa opportunità per le aziende umbre e italiane. La rivoluzione in atto in Cina mira a far passare il paese da uno sviluppo quantitativo a uno qualitativo e per questo vengono fuori delle interessanti possibilità per noi. Per la prima volta la Cina si pone alcuni problemi come, per esempio, quello di limitare l’inquinamento di acque e suoli, costruire in maniera più efficiente sul piano energetico e utilizzare materiali poco inquinanti, ma soprattutto di come utilizzare esperienze che altri paesi hanno maturato nel settore”.
“Si tratta di un progetto – ha detto Rossetti – che rientra in una più ampia strategia di sviluppo di relazioni commerciali e dell’internazionalizzazione delle nostre imprese verso la Cina un pianeta così importante per l’Italia e la nostra regione. Politiche che vanno dalla partecipazione a progetti interregionali inseriti in settori chiave come la green economy, come in questo caso, ma che si traducono anche in una serie di altre iniziative legate al supporto dell’internazionalizzazione delle imprese in tutti i settori di punta dell’export del made in Umbria. Una politica completa e complessa che vede coinvolti soggetti istituzionali, università, associazioni di categoria in un sistema che tende a valorizzare il meglio delle competenze produttive dell’Umbria”.
“Come Centro estero Umbria – ha spiegato Tremiterra – siamo, per conto della Regione, l’interfaccia con le imprese. L’idea è quella di presentare Cigex al tessuto produttivo e raccogliere adesioni e, dopo di che, insieme ai colleghi delle altre regioni con la guida di Ice e Ministero, presentare alle controparti cinesi dei progetti sui cui la nostra regione ha una forza dal punto tecnologico e del know how acquisito. La Cina è un mercato difficile e lontano e noi stiamo lavorando molto per supportare le aziende regionali. Recentemente, per esempio, è stato aperto uno showroom a Shangai dedicato al settore dell’arredamento e presto faremo azioni per supportare aziende dell’abbigliamento e dell’agroalimentare”.
“Il nostro polo – ha detto Zenobi – raccoglie 78 aziende in Umbria e alcuni centri di ricerca. L’interesse è quello di aiutare le aziende a entrare in mercati con una forte richiesta e i centri di ricerca a stringere relazioni con altri soggetti similari. Ci sono già dei contatti, trovarne altri è molto importante. La Cina è un paese nuovo e difficile per noi e questo progetto può sicuramente favorire opportunità di lavoro e collaborazione”.




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