Dopo la batosta elettorale, è resa dei conti nel Pd in vista delle regionali
Ros. Par.
Perugia – Dopo l’esito del voto di domenica notte e l’elaborazione del lutto, in casa Pd è arrivato il momento della resa dei conti. Da una parte i renziani, della prima e tarda ora, dall’altra i cuperliani, dalemiani, mariniani, boccaliani. In palio le teste da tagliare in vista anche delle regionali. I renziani non vogliono assumersi responsabilità della sconfitta-disfatta e né tantomeno stare dalla parte dei perdenti. Dalla segreteria comunale si dimettono in 4 e subito chiedono in coro la testa di Francesco Giacopetti, segretario comunale del Partito democratico. Dietro a questa decisione c’è anche il renziano, nonché segretario regionale, Giacomo Leonelli, che non vuole fare la fine di Gorbaciov e rispolvera la rottamazione, tanto cara al leader nazionale dei democratici. Cambiare modo di fare politica ovviamente fa bene, smantellare il sistema anche (dalle urne si è capito che ha fallito), ma cercare il capo espiatorio no.
Il Partito democratico dovrà aprire una seria e profonda riflessione interna, soprattutto che non viaggi sul web, troppo spesso si gioca al rimpiattino e non si fa un vero esame di coscienza (qualcuno nel frattempo è già passato alla fase: “stiamo costruendo qualcosa”). Così come anche i vari partiti della coalizione di centrosinistra. Troppo comodo per gli alleati dare la colpa al Pd. In questa disfatta elettorale perde tutta la coalizione, anche chi ci aveva messo la faccia negli ultimi mesi e chi ha pensato bene di portare l’acqua al suo mulino senza pensare alle conseguenze. Un esempio su tutti? La sinistra sempre più spaccata. Con Sel che va da sola, ma al suo interno i mal di pancia, per alcune scelte, hanno provocato rotture pesanti e insanabili qualche giorno prima del voto. Per non parlare della lista Perugia è il bene Comune, i ‘trombati’ dopo il 26 maggio sono spariti, per non parlare di chi (gente poco conosciuta) si giustificava dicendo: “tanto sono fuori”.
Ma colpisce più di tutto l'aver additato il disastro di tutto ad una sola persona, che prima, dopo e durante questa campagna elettorale, a tratti priva di contenuti veri, è stata linciata verbalmente sui social network. E lui, Wladimiro Boccali, ha incassato indubbiamente la sconfitta politica e da gran signore si è addossato la colpa. Ma certamente non dimenticherà le offese personali ricevute da ogni parte e ripetutamente. Queste pesano come macigni. Starebbe meditando di lasciare la politica, di non metterci più la faccia nella sua città. Certamente ha le sue colpe come ex sindaco di questa città. Colpe però non tutte sue, ma che vengono da lontano. Ma questo non basta a giustificare tanta cattiveria. C’è modo e modo di esprimere le proprie opinioni. Soprattutto deve esserci sensibilità nel non ferire le persone con attacchi fuori luogo.
Ora tutti pensano alle regionali 2015 e sono sempre più convinti che la prossima testa a cadere sarà quella della governatrice Catiuscia Marini, amica di tante battaglie di Boccali. Ma in realtà dai rumors che circolavano da prima di questa tornata elettorale, le decisioni erano già belle e prese. La giovane turca non avrebbe l’appoggio del suo partito. E lascerebbe così la strada spianata al suo ex competitor, Gianpiero Bocci, oggi sottosegretario all’interno. Lo stesso che perse le primarie contro la Marini 4 anni fa. Ma queste per il momento rimangono solo voci e ancora c’è tempo, manca quasi un anno, e chissà tutto può succedere.




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