FABRIANO - "E' passato piu' di un mese dalla sentenza di secondo grado che ha rimesso in discussione il rilancio di un'azienda che con il suo progetto industriale dava un futuro a 700 lavoratori. Ad oggi, la sentenza e il silenzio assordante del Governo e delle Regioni Marche e Umbria, ci fa comprendere come dei lavoratori non interessi niente a nessuno". Cosi' in una nota i sindacati Fim, Fiom e Uilm di Ancona e Perugia.

"Tentativi bizzarri di confronti informali, fra commissari, 'funzionari' del Mise, banche, stanno producendo solo confusione - osservano i sindacati - atta a salvare il proprio operato che nulla ha a vedere con la tenuta di un progetto industriale di un imprenditore mandato allo sbaraglio, con il rischio, nonostante tutte le intenzioni, di rimanere ingabbiato nei meandri burocratici dei palazzi".

"Da tempo a vari livelli Fim, Fiom e Uilm - si legge - stanno chiedendo l'intervento di un soggetto autorevole (Governo) che governi questo processo aprendo immediatamente un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per evitare che ognuno giochi la sua piccola partita di cabotaggio tralasciando il vero interesse sociale che deve andare verso la salvaguardia del lavoro e dei lavoratori. Sappiamo che il 5 giugno ci sara' presso il Mise l'ennesimo incontro sul quale esprimiamo forti perplessita' - e' la conclusione -. Pretendiamo che questa situazione si avvii verso una giusta positiva soluzione in tempi brevi, altrimenti useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per far valere le nostre ragioni".

Condividi