Grillo ha indossato l’uniforme della Wehrmacht
La politica in questo scorcio di campagna elettorale si è trasformata sempre più in una sorta di “Blade Runner” mettendo in mostra cose “che voi umani non potreste immaginare”. Allo scontro finale fra le due fazioni più accreditate, con Berlusconi ormai fuori corsa, si va avanti con toni sempre più accesi e velenosi fra minacciosi intendimenti e pesanti insulti in vergognoso “crescendo rossiniano”. Una escalation di volgari ingiurie della quale non c’è ricordo.
L’”ebetino fiorentino”, così definito da quel gran signore di Grillo, a sua volta etichettato dall’ex Cavaliere “assassino” e, riferito al suo movimento, “il M5S evoca solo terrore”, per il momento ha soprasseduto alla tanto sbandierata “rottamazione” di ladri, malfattori, corruttori e mafiosi che coinvolge pure alcuni dei suoi “gregari”; operazione utile per riconferire un pizzico di salubrità e presentabilità all’“ambiente” che lo circonda. Nel frattempo Grillo fra urla ed improperi ha pensato bene(?) di disseppellire Hitler, al quale si è detto di richiamarsi, ed ha annunciato che dopo il 25 prossimo, con il pieno di voti che è sicuro di incamerare, intende dare la caccia all’usurpatore Renzi per estrometterlo da Palazzo Chigi con l’uso brusche maniere. L’attuale presidente del Consiglio, più sobrio e garbato, evitando di cadere nelle di lui provocazioni, ha preso le distanze dal vecchio comico che suscita ancora molta ilarità, invitando gli Italiani a non votare per i “buffoni”, proseguendo per la sua strada. A gran fatica in quanto sembra essere più in salita del previsto.
L’idea rivoluzionaria renziana che le cose potessero immediatamente migliorare con qualche suo geniale “colpo di bacchetta” attualmente è visibile poco oltre i blocchi di partenza. Il vento furioso della “rottamazione” annunciata ma rimasta inattuata, la grande visibilità da lui riservata all’universo femminile con l’ampio spazio concesso alle quote rosa ed il travolgente invito al “nuovismo”, tutte novità sulle quali aveva posto grande fiducia, per il momento non hanno dato i risultati sperati. Anzi hanno favorito l’invasione in Parlamento di una scatenata fiumana di immaturi sconosciuti, composta da acerbe generazioni di politici (parola decisamente esagerata) mandati allo sbaraglio che non sembrano essere affatto migliori di chi li ha preceduti.
Questo bailamme di novità ha generato un “aborto”, un fallimento che ha lasciato le cose immutate con in più la nascita di un coacervo di cani e porci in un caravanserraglio che si è abbattuto con inaudita e volgare ferocia sulla peggior campagna elettorale della storia repubblicana i cui esiti potrebbero riservarci più di una sorpresa e qualche seria preoccupazione per un imminente futuro indegno della nostra storia. In questo finale di “corsa” i due capipopolo se le stanno dicendo di tutti i colori. Con queste premesse, a scrutini conclusi non è improbabile che a soffrirne possa essere magari anche la libertà di opinione e la vita democratica del Paese. Ipotesi che mette i brividi e lascia interdetti, ma non da escludere. Purtroppo.
C’è già chi dalle parti del Movimento cinque stelle (Gianroberto Casaleggio) azzarda che in caso di vittoria intende salire al Quirinale (con il mandato di chi?) per sfrattare il Presidente della Repubblica, intendendo “rovesciare” il tavolo, scaricare Renzi per sostituirlo alla guida del governo con l’attuale vicepresidente della Camera, Luigi Maio, senza neppure togliergli di bocca il ciucciotto. Questo azzardo, al momento solo uno sciagurato vaticinio, non sembra per fortuna operazione di facile realizzo anche perché chi di Hitler e di Auschwitz si fa bandiera, credo non meriti sostegno e tantomeno voti. Solo menzionare quei nomi dovrebbe essere oggetto di ripugna e risultare inaccettabile in quanto superano ogni limite di dignità umana e nauseante ripulsa.
A questo punto andrebbe ricordato ai ”pentastellati” che nelle elezioni di domenica prossima non si vota per decidere chi dovrà salire a Palazzo Chigi ma si tratta di una consultazione elettorale che riguarda esclusivamente la scelta dei rappresentanti italiani da inviare al Parlamento di Strasburgo. Se proprio gli si vuol dare una connotazione di carattere politico con riflesso nazionale può rappresentare unicamente una sorta si sondaggio per tastare il polso degli Italiani sul loro gradimento verso i partiti che attualmente sono presenti nello schieramento politico di casa nostra.
Dopo una lunga e spesso involontaria convivenza con il “berlusconismo” sappiamo bene quello che Grillo propone e conosciamo a menadito i suoi odi, le sue idiosincrasie, i suoi bersagli e la sua arroganza. Più difficile risulta capire come intende muoversi dopo l’elezioni di domenica prossima, che sono consultazioni di carattere europeo non determinanti sulle scelte di governo del Paese. Difatti parlando, o meglio gridando ai suoi “spettatori”, non chiarisce sui suoi progetti, il modello sociale e politico che immagina, il tipo di futuro che gli frulla in testa. Il tutto ovviamente in chiave europea. Insomma non ci rende edotti su cosa farà da grande anche qualora il suo movimento lo dovesse divenire crescendo.
Intanto, proclama certezze solo su “ciò che siamo”, “ciò che non vogliamo” e “a Bruxelles non ci imparenteremo con nessuno”ed a colpi di invettive e scomuniche “disegna” anche una gran mappa di “malvagi”, in ciò rifacendosi all’affresco del Signorelli presente nel duomo di Orvieto. Per il resto è tutta incognita. Per avere notizie più precise invita i curiosi a “sintonizzarsi” in Rete, escludendo in tal modo alla partecipazione della vita del suo “clan” tutti quegli Italiani che non hanno la disponibilità di un computer. Alla faccia della democrazia e dell’equità. Che voglia riportarci ad una dittatura?
Il ritorno a nazionalismi e populismi, non lo vuole più, salvo rari casi nessun cittadino raziocinante e quanti hanno ancora buona memoria. Soprattutto in particolare quei popoli del nostro continente che avendo conosciuto, vissuto, sofferto e combattuto fascismo e nazismo sono lontani da qualsiasi “tentazione” alla loro resurrezione in Europa. Nonostante ciò Grillo, usando toni furibondi e fagocitando il grido disperato della gente, alimentando in loro il tarlo della sfiducia nei partiti e nelle istituzioni li ha presi per mano orientandoli verso il voto di protesta. Ma poi con quali armi si confronterà e tratterà con i poteri forti che sono il vero male del nostro Paese?
Con questa premessa, a scrutini conclusi, c’è solo da augurarci che la premiata “Spa Casaleggio-Grillo” una volta passata questa ondata di follia abbiano il buon senso di mantener fede al loro grido di battaglia “o vinciamo o ce ne andiamo a casa” e sotterrino l’ascia di guerra. Se avranno il “garbo di togliere il disturbo” mantenendo fede ai pronunciamenti assunti, la data del 25 maggio 2014 darebbe inizio ad una stagione nel corso della quale si potrebbe finalmente capire se l’Italia è in grado di dare inizio a percorrere la giusta via per il suo rilancio oppure no.
Sciolto questo arcano, qualora Renzi dovesse essere confermato alla guida del Paese, dovrebbe decidere senza esitazione di stringere i tempi per portare avanti il suo programma nel pieno rispetto dei tempi che si è dato senza trascurare di mettere mano ad una seria “rottamazione”, evitando tentennamenti ed eludendo sguardi ammiccanti o compassionevoli. Un intervento in grado di fare un radicale repulisti degli affaristi, i lobbisti, i mazzettari ed i piduisti presenti sul territorio nazionale ad iniziare da quelli che sono ricomparsi sulla scena dopo ventanni.
L’accelerazione di passo del percorso che dovrebbe intraprendere il presidente del Consiglio avrebbe la necessità di partire dalla “Milano da bere” dei tempi d’oro di Craxi, Brunetta, Cicchitto, Sacconi, don Baget Bozzo e qualche altro briccone che, nonostante siano passati oltre quattro lustri ma stante le ruberie relative allo scandalo dell’Expo, rimane una “tavola ben imbandita” dove si “mangia” e si gozzoviglia ottimamente ed abbondantemente. Il leader diessino, nel caso, dovrebbe prendere a modello il coraggio di Corrado Alvaro che alla sua “Gente in Aspromonte” faceva dire “Qui in questo paese non c’è scampo per nessuno, con questi mariuoli che comandano…”.
L’imperativo che si impone per Renzi e quello di togliere ladri e faccendieri dalle posizioni di comando. Ovviamente a ciò sarebbe necessario che seguissero anche tempestivi provvedimenti giudiziari a carico dei malviventi e dei farabutti colti con le mani nel vaso della marmellata per spedirli in galera ed aver messo lo stato nella condizione di confiscare tutte le ricchezze da loro accumulate con i soldi rubati dalle tasche degli Italiani. In più andrebbe dato orine ai carcerieri di buttare a mare le chiavi delle celle nelle quali saranno ristretti.
Tutto ciò è destinato, purtroppo e come sempre, a rimane solo una chimerica utopia. Però, hai visto mai che….
Umberto Marini




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