TERNI - Relegare la produzione di Ast al solo mercato nazionale sarebbe inaccettabile, perché porterebbe inevitabili ripercussioni su volumi e occupazione: a dirlo e' il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, che in una nota torna a ribadire la necessita' di un'immediata discussione sul piano industriale dell'acciaieria. 

Il sindacalista ricorda la lettera inviata a tutti i dipendenti da ThyssenKrupp, una settimana dopo la riacquisizione del sito, in cui si affermava che la produzione di Ast e' prevalentemente legata al mercato nazionale. 

"Un'affermazione non veritiera - commenta oggi il segretario - dato che storicamente solo il 40% della produzione ternana ha trovato sbocco nel mercato nazionale, mentre la parte restante del prodotto e' andata a soddisfare la domanda globale di acciai speciali in tante aree del mondo. Non vorremmo che quelle righe nascoste nella lettera ai dipendenti rappresentino una premessa al piano industriale che si deve ora costruire". 

Secondo Romanelli, quindi, "il futuro di Ast non puo' essere deciso in maniera 'clandestina' come sta avvenendo, senza coinvolgere i soggetti che operano all'interno del sito. I lavoratori e le loro organizzazioni - conclude - non possono assistere passivamente all'elaborazione di un piano decisivo per il loro futuro e per quello dell'economia umbra".

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