PERUGIA - Stato di agitazione e manifestazione sotto la sede della Regione se il settore edile non avra' risposte immediate, e l'apertura di un tavolo istituzionale per il settore delle costruzioni: e' "l'ultimo appello" lanciato stamani dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. 

I segretari Gianni Fiorucci (Fillea), Tino Tosti (Filca) e Franco Righetti (Feneal) hanno descritto una situazione drammatica, che si caratterizza per disoccupazione e destrutturazione. 

"Se fosse un problema meramente di ripresa – hanno sottolineato - si potrebbe ragionare in termini di riorganizzazione. La situazione invece, si caratterizza per imprese sempre piu' piccole e non strutturate, molte partite Iva, aumento delle irregolarita' e del ricorso alla cassa integrazione, necessita di un approccio piu' consapevole e partecipativo da parte dei Comuni che, in molti casi, non richiedono il Durc e la congruita'. E per questo - hanno chiarito - chiediamo alla presidente della Regione un confronto con le istituzioni e la parte datoriale. Cio' e' necessario per dare risposte ai lavoratori coinvolti, ma anche all'economia in termini di rilancio".

I sindacati, quindi, hanno fatto riferimento ai "soldi fermi, alla questione burocratica, ai lavori anche pubblici che non partono e alle opportunita' mancate per lo sviluppo del territorio. Come nel caso della Perugia-Ancona, dove il cantiere e' ancora fermo a causa di contenziosi in essere". Difficolta' gravi stanno vivendo anche i settori collegati, come le cementerie, laterizi, cave e falegnamerie.

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